SEO checklist 2021

35 best practice per siti handmade e WordPress

Autore: Andrea Pacchiarotti
Ultimo aggiornamento: 07 Settembre 2020
Categoria: Web Marketing SEO

White hat SEO vs Gray hat SEO vs Black hat SEO
SEO checklist 2021

Cerchi una checklist SEO per aumentare il traffico organico e il ranking su Google per i siti in WordPress o handmade? Ho creato per te la checklist SEO in 35 best practice. SEO base, SEO keyword, tecniche SEO, SEO on-page e SEO off-page non avranno più segreti. Ma c’è da premettere che senza ottimi contenuti, un buon SEO copywriting e un'eccellente esperienza sulla pagina, difficilmente potrai ben posizionare un sito e aumentare il traffico organico.
Bando alle ciance, vediamo la SEO checklist 2021!

Sommario SEO checklist 2021

SEO checklist 2021

  1. Configura Google Search Console e Bing Webmaster Tools
    Google Search Console è un tool basilare per ottenere notizie sulla performance di un sito, oltre che informazioni per aumentare la visibilità e il traffico organico. Bing Webmaster Tools è la piattaforma equivalente della Microsoft per il motore Bing. Questi strumenti gratuiti ti permettono di sapere le parole chiave con cui gli utenti raggiungono il tuo sito in SERP, inviare le sitemap, identificare gli errori di scansione e tanto altro. Google Search Console ti segnala i rari casi in cui il tuo sito è stato soggetto a un'azione manuale perché ritenuto responsabile di aver violato le linee guida per i Webmaster di Google, ad esempio spam, link innaturali, testo nascosto, ecc.
    Sempre Google Search Console, attraverso Copertura indice o Index Coverage, presenta il numero di pagine che possono essere mostrate in SERP; dà informazioni sulle pagine sottoposte a scansione da parte di GoogleBot (lo spider di Google) indicando quali sono presenti in indice e quali no. In particolare rivela Errori di copertura, Pagine valide con avvisi, Pagine valide, Pagine escluse
  2. Configura Google Analytics
    Google Analytics, anch’esso gratuito, è un tool di analisi per sapere quanti stanno visitando il tuo sito, chi sono, come interagiscono con esso. È molto utile collegare Google Analytics e Google Search Console
  3. Installa e configura un plugin SEO
    Se usi WordPress come CMS installa e configura un plugin SEO come Yoast SEO per ottimizzare il sito web
  4. Crea e invia il file sitemap.xml
    La sitemap aiuta i motori di ricerca a capire quali pagine scansionare. Secondo Google: Una sitemap indica al crawler quali file ritieni importanti nel tuo sito e fornisce anche informazioni preziose su questi file: ad esempio, per le pagine, quando la pagina è stata aggiornata l'ultima volta, la frequenza con cui la pagina viene modificata e qualsiasi versione in lingua alternativa di una pagina.
    Per gli utenti WordPress Yoast SEO ha una sezione XML Sitemap.
    Dopo aver creato la sitemap, inviala a Google Search Console e agli Strumenti per i Webmaster di Bing.
    Inserisci l’URL della sitemap nel file robots.txt
  5. Crea un file robots.txt
  6. Il file robots.txt comunica ai crawler dei motori di ricerca pagine e file che possono o meno essere richieste a un sito. Diversi plugin SEO per WordPress consentono agli utenti di creare e modificare il proprio file robots.txt
  7. Studia i concorrenti
    Fai una ricerca su Google con la parola chiave per la quale vuoi posizionare una pagina web e controlla la struttura delle pagine dei competitor che si posizionano tra i primi dieci e se lì ci sei anche tu, studia solo i concorrenti che ti precedono
  8. Trova le Money Keyword
    Sai quali parole chiave portano lead, vendite e conversioni? Le money keyword sono le parole chiave con il più alto tasso di conversione e che, in sintesi, portano velocemente guadagno. Di norma hanno i termini costo o prezzo unito al nome del servizio o prodotto e fanno atterrare alle pagine dei contatti o della richiesta di preventivi. La landing page andrà ottimizzata proprio per le money keyword
  9. Trova le Long Tail Keyword
    Le parole chiave a coda lunga hanno un volume inferiore rispetto alle keyword principali, ma un tasso di conversione più alto. Devono essere presenti, così come le parole chiave principali. Per trovare le parole chiave long tail può utilizzare gratuitamente Answer the Public o Google Keyword Planner
  10. Fai una Keyword mapping
    La mappatura delle keyword è utile per avere la massima percezione degli argomenti per i quali un sito si posiziona e dove ci siano reali possibilità di crescita; è anche utile per misurare il sito rispetto ai concorrenti.
    Partendo dalle keyword per cui un sito è posizionato e da come i navigatori chiamano i servizi inerenti su Google, si comincia a espandere il numero di parole chiave (Google Trends, Google Suggest, AnswerThePublic e Ubersuggest saranno molto utili).
    Successivamente si mantengono solo le keyword maggiormente in target con l’argomento del sito. Poi quelle rimaste si suddividono in base alla comunanza che hanno tra loro ottenendo i cosiddetti cluster.
    Con Google Keyword Planner si estraggono i volumi di ricercadi ogni keyword e, se disponibili, i posizionamenti attuali del sito.
    Dopo per ogni parola chiave si definiscono gli intenti di ricerca e i Micromoment.
    Le keyword informazionali sono generiche, fatte da chi vuole un’idea generale su un argomento. Le keyword navigazionali includono il nome del marchio, chi fa tali ricerche ha una chiara idea del Brand. Le keyword transazionali hanno un chiaro intento di acquisto.
    Il Micromoment è una classificazione in quattro momenti per identificare qual è il momento in cui l’utente fa specifiche ricerche:
  11. I want to know: keyword generiche, relative a prodotti e servizi visti in TV o sui i social network
    I want to do: keyword che si riferiscono a Come fare (How to e Tutorial)
    I want to go: keyword di localizzazione del tipo Near me
    I want to buy: keyword transazionali che si riferiscono alla parte bassa del funnel e con i valori di conversion rate più elevati.
    La conclusione di questo processo sta nella stima del traffico, per farlo si può partire da un CTR medio per posizione sulle SERP. Per estrarre il CTR basta usare la funzione CERCA.VERT. Per stimare il traffico si moltiplica Volume di ricerca x CTR.
  12. Controlla l'intento di ricerca delle pagine
    Accertati che la pagina corrisponda all'intento di ricerca dell'utente cioè all'obiettivo finale di una data ricerca web. Ricerche navigazionali, informazionali, transazionali
  13. Scopri le domande degli utenti
    È fondamentale sapere le domande che il pubblico pone perché ti permette di rispondere con i contenuti del sito. Anche qui puoi usare il tool gratuito Answer the Public oppure AlsoAsked.com
  14. Comprendi la difficoltà di posizionamento
    Un nuovo sito web non si posizionerà bene per keyword competitive fino a quando non sarà autorevole. Usa un tool di keyword difficulty per rendertene conto
  15. Usa https e non http
    È un fattore di ranking. Puoi vedere se il tuo sito si trova su https guardando nella barra degli indirizzi del browser. Se c’è un lucchetto, stai usando https. Devi correggere anche tutti i link interni ed esterni che puntano a pagine che usano il protocollo http anziché https
  16. Evita versioni duplicate
    Devi far indicizzare a Google una sola versione del tuo sito. https://www.miodominio.it https://miodominio.it http://www.miodominio.it https://miodominio.it sono versioni differenti e dovrebbero puntare a una sola. Scegli una versione con o senza www. Tutte le altre devono avere un redirect 301 che reindirizza alla versione principale (già che ci sei fai un controllo sui reindirizzamenti 302 i quali indicano che un reindirizzamento è temporaneo, contrariamente al 301 che è permanente; inoltre il sito non dovrebbe inviare utenti o motori di ricerca tramite più redirect, ma i reindirizzamenti dovrebbero sempre andare dalla pagina A alla pagina B)
  17. Evita gli errori di scansione
    Correggi gli errori di scansione scoprendoli con Google Search Console, basta andare al rapporto sulla copertura
  18. Velocizza il sito
    Per capire quanto velocemente si carica un sito usa Google PageSpeed Insights. Sappi che puoi velocizzare un sito anche con il file .htaccess. I siti lenti causano una cattiva esperienza utente. È stato confermato per il 2021 il Google page experience update che porrà ulteriore enfasi sulla user experience con l’introduzione di nuove metriche. Google ha infatti annunciato che i Core Web Vitals diventano un fattore di ranking
  19. Correggi i link rotti
    I broken links sono devastanti per l'esperienza utente. Per trovare i link interrotti usa il tool Broken link checker
  20. Il tuo sito web deve essere mobile friendly
    L'ottimizzazione per i dispositivi mobili è fondamentale nella user experience. Per scoprire se una pagina web è ottimizzata per i dispositivi mobili usa il test di ottimizzazione mobile di Google
  21. Struttura le URL per la SEO
    Creare una struttura URL SEO friendly, con termini semplici e descrittivi, facilita la scansione delle pagine ai motori di ricerca. Sì a URL del tipo https://www.miodominio.it/manuale-seo No a URL simili a https://www.miodominio.it/categoria.php?id=211
    Usa solo i trattini “-” per separare le parole e mantieni gli URL corti perché tendono a posizionarsi meglio
  22. Implementa Rich results e dati strutturati
    I rich results delle SERP di Google fanno risaltare i risultati organici. I dati strutturati, forniscono informazioni più precise a Google che può leggere gli specifici markup che gli sviluppatori inseriscono nelle pagine proprio per questo scopo. Schema.org possiede formati per creare dati strutturati per persone, luoghi, organizzazioni, attività commerciali, recensioni e tanto altro. In WordPress è possibile installare un plugin come, per esempio All In One Schema Rich Snippets per implementarli. Dopo l’implementazione i dati strutturati possono essere analizzati tramite il rapporto Miglioramenti della Google Search Console o verificati con il test dei risultati multimediali
    SEO checklist 2021: Rich snippet - Dati strutturati
    SEO checklist 2021: Rich snippet - Dati strutturati
  23. Non eccedere nella profondità del sito
    Per leggere una qualsiasi pagina di un sito dovrebbero bastare al massimo tre clic, altrimenti è meno probabile che utenti e motori di ricerca la scoveranno. Ti può aiutare la creazione di una mappa del sito in HTML
  24. Ottimizza Title tag, meta description, Tag H1, Tag strong
    Ogni pagina deve avere un title tag differente che non deve superare i 60 caratteri e deve contenere la parola chiave. Descrivi il contenuto della pagina nel miglior modo possibile, ma in maniera semplice. Usa termini come perché, cosa, come, dove, migliore, recensione, definitivo e il tuo nome o marchio.
    La meta description incoraggia un utente a cliccare sulla pagina. Se non la metti, lo farà Google per te, ma non sarà ottimizzata come potresti fare con le tue mani: la lunghezza non deve superare i 160 caratteri, deve contenere la parola chiave, deve essere univoca e stimolare un’emozione.
    Il tag H1 è l'intestazione principale del contenuto di una pagina e dovrebbe essercene solo uno per pagina. L’H1 deve includere la keyword ed essere seguita da uno o più H2.
    Lavora su ciascuna delle pagine del sito, ottimizzandole in base alle principali parole chiave che hai identificato.
    Se vuoi grassettare una parola chiave usa <strong>, mentre per i grassetti delle parole normali usa <b>
  25. Fai una Content Audit e pota i contenuti
    Elimina i contenuti che, per qualsiasi motivo (inutili, copiati, di bassa qualità), non si posizionano e accorpa quelli corti
  26. Ottimizza le immagini
    L’ottimizzazione delle immagini in dimensione e peso è uno dei metodi più efficaci per migliorare il punteggio di Google PageSpeed Insights. Per ridurre le dimensioni usa Photoshop, per il peso tinypng.com. Oppure, se sei un utente WordPress, prova il plugin Smush. Ridimensiona le immagini in base alle dimensioni di visualizzazione del sito. Se usi WordPress usa il plugin Resize Image After Upload: altrimenti vai di Photoshop. In ogni caso devi ridimensionare le immagini in modo reattivo con i CSS img{max-width:100%;height:auto}
    Inserisci al tag img un attributo alt descrittivo, specifico e pertinente includendo la parola chiave.
    Se usi WordPress clicca su un'immagine nella finestra editor per vedere, nella scheda Impostazioni immagine, il campo necessario (oppure clicca su un'immagine nella libreria multimediale).
    Rinomina le immagini con le stesse regole adottate per i nomi dei file.
    Crea una Sitemap di immagini (vedi come con questo esempio di Google)
    Ospita le immagini su una CDN, ad esempio Cloudflare o W3 Total Cache per WordPress.
    Implementa il Lazy Loading (o caricamento differito) così, se un utente non scorrerà in basso fino alla seconda metà di una pagina, le immagini non verranno mai caricate.
    Sfrutta la memorizzazione nella cache del browser: per maggiori dettagli sulle raccomandazioni di Google clicca qui. Se usi WordPress puoi rivolgerti ancora a W3 Total Cache.
    Includi gli attributi di altezza e larghezza delle immagini (e video).
    Includi il tag figcaption
  27. Ottimizza il CSS
    Per verificare l’impatto del CSS sulla velocità del sito usa Google Lighthouse, Questo tool segnala, tramite Remove Unused CSS, la presenza di regole CSS inutilizzate durante il rendering del contenuto above the fold. Il Coverage Tool nei DevTools di Chrome fa capire, anche visivamente, quali classi sono critiche: Critiche (in verde) sono quelle necessarie al browser per renderizzare il contenuto visibile (es. pulsanti titolo, sottotitolo e accordion); non critici (in rosso) sono gli stili che si applicano a contenuti non immediatamente visibili (es. i paragrafi nelle accordion). Così è possibile ottimizzare il CSS per far sì che il browser elabori gli stili critici subito dopo il caricamento della pagina, posticipando i CSS non critici.
    Minimizzare il codice CSS è un altro passo da compiere: usa un CSS minifier.
    L’inserimento degli stili nell’head evita di effettuare una richiesta al server. Da eliminare invece l’uso dei CSS inline perché impedisce al browser di memorizzarli nella cache per riusarli ai successivi caricamenti di pagina.
    Mantieni il contenuto above the fold sotto 14 KB (compresso) perché per molti server, 10 pacchetti o circa 14 KB è la dimensione massima trasferibile nel primo roundtrip (o RTT è la durata in millisecondi, da quando un browser invia una richiesta a quando riceve una risposta da un server; è una metrica fondamentale del tempo di caricamento della pagina insieme al Time to First Byte TTFB).
    Ottimizza (o non usare proprio) le immagini di sfondo CSS tramite media query per implementare uno sfondo reattivo, oppure usa image-set(), ancor più leggero, per fornire immagini su misura per ogni schermo
  28. Ottimizza la struttura dei link interni
    Impostare una strategia di link interni simile a Wikipedia, ma meno densa di link.
    Quali sono gli x articoli che vorresti fossero sempre letti dai navigatori? Quegli x post sono i tuoi cosiddetti cornerstone ovvero articoli ricchi su cui hai lavorato duro per le esigenze dei lettori. Ora devi costruire un’ottima architettura di link interni, attorno a questi post, con link a pagine del sito che trattano specificatamente un argomento del cornerstone content corredato anche da almeno un paio di link esterni in cima alla SERP di Google. Idealmente devi quindi prevedere che tutti i post del sito siano linkati a un cornerstone content. Il contenuto cornerstone è un’idea del plugin Yoast Seo, quindi se usi WordPress è questo che devi adoperare.
    Ottimizzare la struttura dei link interni significa anche correggere le pagine orfane perché ogni pagina dovrebbe essere linkata da almeno un'altra pagina. Per trovare le pagine orfane puoi usare il tool Screaming frog
    SEO checklist 2021: cornerstone content
    SEO checklist 2021: cornerstone content
  29. Evita problemi di cannibalizzazione delle keyword
    Più pagine ottimizzate per la medesima keyword non portano automaticamente alla cannibalizzazione, a meno che l’intento di ricerca (che risponde alle domande: qual è l'obiettivo di una certa ricerca su Google? Cosa vuole sapere l'utente?) di queste pagine non sia lo stesso.
  30. Aggiorna costantemente i contenuti del sito
    Questa facile azione può portare notevoli miglioramenti di posizione in SERP
  31. Utilizza un solo tag canonical per pagina
    Un URL canonico è l'URL della pagina che Google reputa più rappresentativa tra pagine duplicate o molto simili. Le pagine canoniche sono scansionate più regolarmente rispetto a quelle duplicate per questioni di crawl budget
  32. Scopri i link dei tuoi competitor
    Attraverso un’analisi backlink (uno strumento gratuito per farla è Openlink Profiler) dei concorrenti puoi capire l'autorità dei link che puntano al suo sito. Magari puoi trovare una pagina di risorse, in target e autorevole,che linka i tuoi competitor ma non te, e potresti colmare questa lacuna. Se usi i fogli elettronici potresti poi riassumere tutto in un file SEO in Excel per l’analisi
  33. Cerca sempre nuove opportunità di link building
    Se vuoi avvalerti di uno strumento a pagamento ti consiglio il tool di link building di SeoZoom
  34. Imposta Google My Business
    Sii presente, in modo ottimizzato (cioè compilando tutti i campi che hai a disposizione), su Google My Business
  35. Informati sui tipi di SEO (White, Gray e Black)
    Sai qual è la differenza tra tecniche SEO vietate e tecniche SEO permesse? Non perderti l’articolo White hat SEO, Gray hat SEO, Black hat SEO
  36. Controlla la struttura dei post
    Assicurati che ogni articolo abbia breadcrumb, data di pubblicazione e/o aggiornamento, nome autore e il sommario degli argomenti trattati all’inizio della pagina
  37. GDPR e cookie
    Sei a norma con il GDPR e i cookie?

Conclusione (importante)

Mettendo in pratica questi 35 punti di SEO on-page e SEO off-page, ma non solo, avrai certamente notevoli vantaggi rispetto alla concorrenza, ma leggi bene anche le seguenti conclusioni. Oggi su Google sta assumendo importanza il trend zero clic in SERP (o ricerche a 0 clic): il layout della pagina dei risultati di Google si è modificato nel tempo e i navigatori hanno cambiato la propria condotta. Spesso non cliccano sui dieci link blu dei risultati organici, ma trovano appagamento in featured snippet, schede informative (il Knowledge panel a destra), annunci, ecc., con l’interazione tra utente e SERP che viene esaurita senza clic sui risultati posizionati.
È allora essenziale stampare il proprio brand nella testa dell’utente per conquistare clic e non fissarsi esclusivamente sulle conversioni. È d’obbligo sfruttare tutti i canali di marketing; sollecitare il pubblico a digitare su Google query del tipo Brand+keyword (per esempio SEO Pacchiarotti); essere considerati entità da Google (cosa o un concetto che è singolare, unico, ben definito e distinguibile, in pratica una persona, luogo, oggetto, elemento astratto o concreto), per apparire nel Riquadro informazioni o Grafo della conoscenza (Knowledge Graph di Google); governare più risultati sfruttando keyword adatte ai propri utenti.


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