Broken link building

Da link rotti a opportunità per ottenere dei backlink di elevata qualità


Autore: Andrea Pacchiarotti
Ultimo aggiornamento: 22 Gennaio 2018
Categoria: SEO

PBN Private Blog Network

Si parla di broken link building per identificare i link rotti che fanno atterrare alle famose pagine con errore 404. La tecnica in questione consiste nel censire un certo numero di siti web dai quali si vorrebbe ricevere un backlink, controllarne i broken links e proporre ai loro proprietari un link ad una pagina di qualità del proprio sito dove si parla di un argomento in tema. Lo scopo è dunque di collegare al link interrotto una propria pagina ottenendo così un backlink che sarà sicuramente di valore dato che si sarà proceduto ad una scrematura precedente.

Indice Broken link building

  1. Funzionamento
    • Ricerca
    • Analisi
    • Proposta
  2. Conclusione

Funzionamento

Schematizzando il funzionamento la broken link building si può suddividere in 3 diverse fasi:

  1. Ricerca
    Quando si cerca di posizionare una pagina, si avranno anche delle parole chiave di riferimento. Attraverso un SERP Scraper, ad esempio quello presente in Screaming Frog va dato un elenco di keyword (anche chiamate search queries) e il numero di risultati desiderati per SERP. È preferibile non dilatare troppo le ricerche affinché il proprio indirizzo IP non finisca in blacklist, a tal proposito è bene camuffare l’IP tramite un proxy e impostare un delay di 60 secondi tra le ricerche. Una volta che il ciclo di ricerche è terminato, il SERP Scraper fornirà l’elenco dei risultati in un file con formato .csv che presenterà URL, keyword e posizione in SERP.
    Ottenuti tali dati si può passare alla fase due ovvero quella di analisi.
    Wikipedia rappresenta una miniera d’oro riguardo la ricerca di link rotti, perché alla fine della pagina cita le sue fonti: saranno nofollow, ma porteranno comunque traffico. Per trovare le pagine Wikipedia prive di fonti è possibile usare su Google la seguente stringa:
    site:wikipedia.org chiavediricerca "non cita le fonti necessarie".

  2. Analisi
    È il momento di esaminare i risultati forniti dal SERP Scraper per cercare al loro interno i broken link ovvero le agognate pagine 404, in pratica i collegamenti ipertestuali che conducono a pagine che non esistono più (ad esempio perché si è digitato un URL errato o si è rimosso o modificato l’URL delle proprie pagine senza ricordarsi di fare un redirect 301).
    In questa fase ci si può avvalere di vari strumenti come per esempio un'estensione per Chrome chiamata Broken Link Checker, essa esegue il parsing della pagina che si sta navigando e scopre i link rotti; se invece si desidera fare un lavoro più massivo va bene il già citato ScreamingFrog o un’altra estensione per Chrome che si chiama Domain Hunter Plus; altra alternativa online è Dead Link Checker scegliendo l'opzione Check whole website per effettuare il controllo sull'intero sito (utile ovviamente anche per fare il check del proprio sito). Quale che sia il tool adoperato, prima o poi si troveranno dei link interrotti, ma non è detto che siano di valore, anzi è molto probabile che la stragrande maggioranza non lo sia proprio; a volte però si è fortunati e si riuscirà a trovare qualche buon link che permetterà di attuare la strategia per un’ottima broken link building. Bisogna leggere bene il contenuto della pagina che ospita il collegamento e l’anchor text del link, si può utilizzare la cache di Google o la Internet Archive Wayback Machine per ritrovare la pagina inesistente e capire di cosa trattasse. Vedere se si è già in possesso di un articolo che possa surrogare quella pagina raggiunta dal link rotto o crearne una di qualità appositamente (anche se il modo più sbrigativo, ma sbagliato, sarebbe proprio copiare e incollare il testo fornito da archive.org). 
    È il momento di passare alla terza ed ultima fase, la proposta.

  3. Proposta
    È il momento topico, bisogna contattare il proprietario del sito che ospita il broken link per segnalargli l’errore 404 e proporgli un proprio link per la sostituzione; non bisogna però farsi illusione perché si riuscirà nello scopo solo una volta su 10, un po’ come quando un leopardo va a caccia… In teoria quando si aiuta una persona, quel qualcuno sarà propenso a restituire il favore. C’è un modo giusto per approcciare il gestore? Diciamo che può andar bene inviare una mail del genere:

    Oggetto: definizioneproblema

    Ciao nomegestore,
    navigando alla ricerca di informazioni di comune interesse quale è nomeargomento ho trovato tra le prime pagine della SERP il tuo sito.
    Ho visto che hai menzionato molte utili informazioni e strumenti, veramente un bell’articolo!
    Ti segnalo che nella tua nomepagina è presente un link in 404, sono certo che ti fa piacere saperlo in modo tale che ora sarà possibile correggerlo. Se al momento non sai dove far puntare il link, vorrei farti sapere che ho scritto un articolo in target e che magari, se pensi sia possibile, potresti usare proprio al posto di quell’errore. Sarebbe sicuramente utile alla tua utenza ed in tal modo ne gioveremmo tutti… ecco il link alla mia risorsa: https://urlrisorsa.
    Mi farebbe molto piacere anche un tuo giudizio sui contenuti del mio sito.
    In tutti i casi ti faccio ancora i complimenti per il tuo lavoro, veramente ottimo.
    Spero di essere stato utile.
    Ti mando un saluto e mi auguro una collaborazione.
    Andrea

Conclusione

La Broken Link Building è una tecnica semplice quanto efficace che dà buoni frutti se ben fatta, ma che come tutte le cose farà perdere tempo e sarà infruttuosa se eseguita in modo sbrigativo e senza cognizione di causa.
Non doversi costruire link, ma sfruttare questa tecnica per portare comunque dei contenuti di qualità sul proprio sito, non è male come idea. Questi link, anche se potrebbero essere nofollow porteranno traffico in target al proprio campo e genereranno link per la SERP organica.

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