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Yoast SEO WordPress

Ottimizzare un sito WordPress con la guida Yoast SEO

Autore: Andrea Pacchiarotti
Website: www.andreapacchiarotti.it
Ultimo aggiornamento: Giugno 2017

Yoast SEO WordPress


In questa guida sarà insegnato come usare Yoast SEO (ex SEO by Yoast) per il proprio sito WordPress, lo strumento migliore riguardo la SEO on-page su questo CMS, teso cioè al'ottimizzazione di un sito in modo che possa posizionarsi al meglio su Google.
Innanzitutto è necessario eliminare dal proprio sito WordPress eventuali altri plugin SEO attivi ed installare Yoast SEO.

  1. Installare ed attivare Yoast SEO
  2. Configurare Yoast SEO
    1. Dashboard
    2. Title & Metas
    3. Social
    4. XML Sitemap
    5. Advanced
    6. Tools
    7. Search Console
  3. Conclusione

Installare ed attivare Yoast SEO

Andare nella sezione Plugin della propria Bacheca WordPress, cliccare Aggiungi Nuovo e cercare Yoast SEO.
Installare il plugin ed attivarlo.
Con alcuni software potrebbe non riuscire l'installazione del plugin, scaricare allora la cartella .zip di Yoast SEO dal sito ufficiale WordPress e caricarla dalla Bacheca o con il copia/taglia e incolla nella cartella wp-content/plugins o via FTP se va depositato sul server remoto.

Configurare Yoast SEO

Premessa: alcuni temi WordPress sono già ottimizzati lato SEO, quindi non è necessario impostare determinate funzioni su Yoast SEO, a tal proposito leggere attentamente cosa scrive la guida del tema acquistato prima di operare sul plugin.

Dalla Bacheca del proprio sito WordPress, cliccare la voce SEO e poi Dashboard presente nella barra di navigazione di sinistra. Si caricherà una schermata in cui nella:

  • prima scheda Dashboard verrà probabilmente segnalato un errore sulla tagline (motto o descrizione del sito) con la sollecitazione a modificarlo, ciò si può fare direttamente sulla pagina o, sempre dalla barra di sinistra, cliccando appena sopra SEO la voce Impostazioni e poi Generali: quest’ultima è la via migliore poiché permette di cambiare anche altri parametri; già che ci si trova si può passare anche sulla voce Lettura e accertarsi che la casella Visibilità ai motori di ricerca sia disabilitata.
    Tornare su SEO Dashboard.
  • seconda scheda General si avrà la possibilità di iniziare un tour guidato utile alla configurazione del plugin, ma in locale non funziona.
    Restore default settings (Ripristina impostazioni iniziali) riporta la configurazione del software ai valori di fabbrica, ma se si resetta non si potrà tornare indietro e si perderà il lavoro di personalizzazione effettuato.
    La scheda General si può dunque lasciare così com’è.
  • terza scheda Features si potranno anche qui lasciare i valori di default a parte OnPage.org che può essere disabilitata (Disabled); tale piattaforma integra le funzionalità di Yoast SEO, ma in passato ha dato vari problemi e così Yoast ha deciso di implementare la possibilità di disabilitarlo. Se già non lo è, attivare Advanced settings pages per far comparire altre opzioni da personalizzare successivamente.
    Tenendo abilitate le altre features sarà possibile intervenire successivamente in alcune sotto voci della configurazione; a tal proposito si sappia che Cornerstone content identifica gli articoli del proprio sito dei quali si va più fiero ovvero le fondamenta sulle quali si costruiscisce la propria comunicazione.
  • quarta scheda Your info si potrà inserire il nome del proprio sito web (si può inserire il Nome, ad esempio Andrea Pacchiarotti, il nome dell’azienda o il dominio www.andreapacchiarotti.it) e quello alternativo (la descrizione va più che bene).
  • quinta scheda Webmaster tool (Strumenti Webmaster) aggancerà il sito agli strumenti gratuiti dedicati ai webmaster. Configurare Bing Webmaster Tool e Google Search ConsoleYandex (motore di ricerca russo) è poco utile se il proprio sito non opera sul territorio russo.
    Questi campi possono essere lasciati vuoti se si è già provveduto a verificare il proprio sito su Bing e Google; se non si sa come fare è possibile cliccare il link a sinistra della casella di testo in modo da essere riportati sulla pagina ufficiale che spiega la procedura. Se invece si vuole utilizzare Yoast per tale operazione, la casella di testo va compilata con il codice di verifica rilasciato dai due motori di ricerca.
  • sesta scheda Security si lascerà disattivata (Disabled) la voce relativa alla dicitura Advanced part of the Yoast SEO meta box (Parte avanzata del meta box Yoast SEO) per impedire che gli utenti del proprio sito WordPress, con ruolo diverso da Amministratore, possano intervenire sulla configurazione lato SEO del sito.

Spostandosi di nuovo nella barra di navigazione di sinistra si vedranno sotto SEO e Dashboard le seguenti voci:

Title & Metas (Titoli & Metadati) con 6 schede:

  • Generale: qui è possibile scegliere il Separatore del Titolo, un simbolo con cui separare il titolo della pagina dal nome del sito nel caso si decida di mostrare il nome del proprio sito dopo il titolo dell’articolo o della pagina (es. SEO WordPress • SeoSocial). Si può tranquillamente lasciare il separatore di default.
  • Homepage: è possibile inserire testo statico nel titolo della pagina e nella descrizione o scegliere di utilizzare delle variabili nei due campi. Le variabili che Yoast SEO inserisce di default vengono sostituiti con valori dinamici forniti da WordPress secondo il seguente schema:
    %%title%% titolo dell’articolo o della pagina.
    %%sitename%% nome del sito (il contenuto del tag title).
    %%sitedesc%% descrizione del sito (il contenuto del metatag description).
    Una trattazione completa si trova al link di Yoast.
    Personalmente inserirei a mano il titolo (che potrebbe essere il nome del proprio sito) e la descrizione rispettando le lunghezze rispettivamente pari a 55/60 e 140/150 caratteri.
  • Post type (Tipo articolo): vi si definisce il testo che dovrà comparire nel tag title e nel metatag description per articoli/post, pagine e media (immagini, pdf, ecc.) contenuti nelle pagine e scegliere di:
    - aggiungere il metatag robots index, no index con la differenza di far indicizzare o meno la risorsa dai motori di ricerca. Usare noindex solo se si hanno contenuti duplicati per non rischiare di incorrere in penalizzazioni o per altri motivi. Non è comunque garantito che i bot seguano queste istruzioni. 
    - nascondere/mostrare il Meta Box di Yoast SEO e la data nello snippet di anteprima che comparirà nel Meta Box: ciò dà la possibilità di mostrare la data di pubblicazione dell’articolo nel box di anteprima o di nascondere il box stesso, dunque è possibile lasciare tutto com’è.
    Si potrebbe ottimizzare la SEO description usando la variabile %%excerpt%%, in modo da generare in automatico un estratto di ciò che è stato scritto. Volendo si possono aggiungere anche tre puntini di sospensione %%excerpt%%... o personalizzare il title con %%title%% %%sep%% %%sitename%% per il titolo dei propri articoli che potrebbe generare, in automatico, risultati come “Yoast SEO WordPress (title) - (separatore) (nomesito)”.
    Ma non c’è troppo da preoccuparsi, non è vincolante: scegliere impostazioni di default può facilitare il lavoro, ma si potrà sempre modificare le impostazioni di ogni articolo o pagina con l’anteprima che mostra Yoast prima della pubblicazione. È comunque ideale avere title e description unici.
  • Taxonomies: la tassonomia è la disciplina della classificazione ovvero un metodo utile ad ordinare le cose; questa scheda presenta le stesse opzioni di Tipo Articolo, ma in questo caso riguarda le categorie, tag e formato. Lasciare tutto cos’ì com’è, aggiungendo  nelle descrizioni delle categorie %%category_description%% per visualizzare la descrizione scelta personalmente (o un estratto %%excerpt%%)
    WordPress crea 2 tassonomie al momento della sua installazione:
    - categorie: raggruppano gli articoli per “tipo di post” e possono contenere delle sottocategorie. Difficilmente un post dovrebbe essere assegnato a più di una categoria.
    - tag: raggruppano le notizie per “argomento trattato” e ogni post può avere diversi tag associati.
    Le categorie si creano, modificano, eliminano da Articoli/Categorie, mentre i tag da Articoli/Tag.
  • Archives: comprende le opzioni per non indicizzare gli archivi autore, le date degli archivi e le pagine speciali, come quelle di errore 404. Le impostazioni di default vanno bene, ma in:
    Author archives se si è l’unica persona a scrivere sul proprio sito, non si ha probabilmente bisogno di un archivio contenente tutti i propri articoli essendo il sito stesso il proprio grande archivio: in tal caso si può disattivare la scelta.
    Search pages e 404 pages è possibile solo impostare il titolo del template, in quanto saranno non indicizzate di default.
  • Other: è possibile decidere di non indicizzare le sottopagine degli archivi (dalla pagina 2 in poi) e di usare il metatag keywords che Google non considera più; personalmente attiverei comunque questa la possibilità relativa alle parole chiave.

Social: comprende le opzioni necessarie ad abilitare Open Graph Facebook ed i metadati per gli altri social. Ciò permette ai contenuti condivisi sui social di essere visualizzati al meglio. Alcuni temi prevedono già questa funzionalità, in tal caso non aggiungerli su Yoast SEO.
In Default settings di Facebook è possibile specificare un’immagine generica da mostrare in caso in un articolo o pagina non sia presente alcuna immagine, dunque si può lasciare il campo bianco se non si pubblica mai un articolo che non contenga almeno una foto.

XML Sitemap: La sitemap comunica ai motori di ricerca una mappa dei contenuti del proprio sito ed è fondamentale. Assicurarsi che Enabled sia attivo e comunicare la presenza della propria Sitemap ai motori di ricerca che su Google si effettua da Search Console.
Il valore 1.000 indica le pagine scansionabili. Ogni qual volta si cancellano o creano delle pagine il plugin si occuperà di fare un nuovo ping ai diversi Search Engine, in modo che rianalizzino la nuova sitemap con i contenuti aggiornati.
In User Sitemap impostare Disabled se il sito è monoautore.
In Post Types decidere se si vuole creare anche una sitemap per i media.
In Post exclude è possibile escludere dalla sitemap alcuni articoli attraverso il loro ID.
In Taxonomies dato che Categorie e Tag spesso generano contenuti duplicati è opportuno fare una scelta tra le due tassonomie, in genere è preferibile inviare all’indice del motore di ricerca solo le Categorie, ma nel caso di un sito vecchio e con tag ottimamente posizionati inviare entrambi.

Advanced

  • Breadcrumbs (briciole di pane): è l’elemento che appare in genere prima dell’articolo e che permette di tracciare il percorso per arrivare ad una pagina (es: Home > Web > .htaccess). Tenerle abilitate.
  • RSS feed settings (Impostare gli RSS Feeds): il Feed RSS è un segnale che aggiorna l’utente rispetto alla pubblicazione di un contenuto online, ma da quando si sono sviluppati i Social, gli utenti trovano gli aggiornamenti su quanto pubblicato da un sito seguendo i suoi Social; i feed RSS sono dunque diventati obsoleti. In ogni caso se si volessero usare diventa necessario crearli con una procedura che a questa guida non compete. Si rimanda dunque ad un successivo articolo e si lascia questa scheda di Yoast senza effettuare modifiche.
  • Permalinks: nelle Impostazioni di WordPress (Impostazioni e poi Permalink) permettono di scegliere che tipo di URL si desidera per il proprio sito. È possibile scegliere tra alcune possibilità predefinite o utilizzare una struttura personalizzata; la scelta può essere diversa in base ai propri scopi. Controindicata quella con il ?, consigliabile Nome articolo o Personalizzabile per esempio con /%category%/%postname%/ per ottenere un URL tipo www.miosito.it/categoria/titolo-articolo/
    La suddetta configurazione è distinta dall’opzione di Yoast SEO in SEO, Avanzate, Permalinks le cui  opzioni sono:
    - Strip the category base (usually /category/) from the category URL (Elimina la parola categoria (di solito /categoria/) dall’URL della categoria). Un’utile impostazione. Usando una struttura come la precedente (%%category%%/%%postname%%) si otterrà un’indirizzo del tipo www.andreapacchiarotti.it/category/wordpress/come-installare-wordpress/ (dove “wordpress” è il nome della categoria e “come-installare-wordpress” il titolo dell’articolo): quel category non ha senso e quest’opzione dà la possibilità di rimuovere category ottenendo un indirizzo del tipo www.andreapacchiarotti.it/come-installare-wordpress/.
    - Redirect attachment URLs to parent post URL: gli allegati ai post vengono memorizzati nel database come post, il che significa che sono accessibili sotto i propri URL se non saranno reindirizzati, quindi lasciare No redirect.
    - Stop words in slugs (Rimuovi le stop word dalle abbreviazioni): preposizioni, congiunzioni, articoli vengono considerati stop word; si tratta di quegli elementi che non hanno grande rilevanza in ottica SEO e che, soprattutto nei titoli, allungano l’URL senza motivo. Lasciare selezionata questa opzione.
    - Redirect ugly URLs to clean permalinks. (Not recommended in many cases!) (Ridireziona gli URL grezzi a permalink puliti. (Non raccomandato in molti casi!): questa opzione prova a risolvere gli errori di battitura e, in generale, a reindirizzare un indirizzo scritto male a quello corretto; ottimo, ma Yoast stesso dice “Non raccomandato in molti casi!” e specifica che può creare molti problemi. Per questo è sconsiglibile il suo uso.

Tools

  • Bulk Editor (Editor di massa): è comodo in caso si abbia bisogno di modificare in blocco Title e Description dei post o delle pagine senza dover andare nell’editor per ognuno di essi.
  • File editor (Modifica file): permette di modificare i file robots.txt e .htaccess. Studiare prima che cosa sono e poi tornare qui.
    Import & Export permette di importare o esportare i dati (utile ad esempio per importare le impostazioni nel caso si passi a Yoast da un altro plugin SEO o da un precedente plugin Yoast; inoltre, è anche possibile esportare le impostazioni attuali di Yoast in caso si abbiano parecchi siti da impostare in modo simile o per mantenere un backup di sicurezza).
  • Search Console: va solo incollato il codice di autorizzazione per agganciare il servizio Google a Yoast.

Conclusione
È consigliabile leggere anche la guida dettagliata nel sito di Yoast
Per funzioni ulteriori acquistare Yoast SEO Premium che al momento per la versione singolo sito costa 69 euro con 1 anno di aggiornamenti e supporto inclusi.

Leggi anche come configurare W3 Total cache WordPress.

Dal seguente link scarica il pdf per Yoast SEO WordPress


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