SMM Social Media Manager: competenze e guadagni

Come diventare un (bravo) Social Media Manager

Autore: Andrea Pacchiarotti
Ultimo aggiornamento: 20 Febbraio 2018
Categoria: Social media

SEM, SEO, SEA, SMM, SMO, SMA

Social Media occupano un posto fondamentale nell’attività di marketing di ogni azienda, ma ciò non significa che vengano adoperati correttamente ed in maniera funzionale allo sviluppo delle società stesse. Ad esempio a volte accade che non vari la strategia in base al social network utilizzato o che la strategia delle aziende più piccole venga affidata al famoso “cugino”; in realtà quello del Social Media Manager non è un lavoro alla portata di tutti, ma un’importante aspetto di una più ampia strategia di Web Marketing che, se realizzata con i giusti tempi ed investimenti e gestita oculatamente, può accrescere significativamente la visibilità ed il ROI dell’azienda. Sulla Rete Social è infatti possibile realizzare una comunità ed avviare una comunicazione efficace, fidelizzando i fan dopo aver conquistato la loro stima; il dialogo poi, oltre ad essere un veicolo eccezionale di raccolta di informazioni, fa capire cosa preme loro e quindi suggerisce il comportamento per far crescere il proprio brand sia come visibilità che come autorevolezza nel settore.
Infine è proprio sui Social che molti clienti chiedono aiuto: rispondendo con prontezza, cortesia ed in maniera utile s’instaurerà un rapporto di fiducia.

Indice Social Media Marketing

Cosa significa SEM, SEO, SEA, SMM, SMO, SMA

Utenti attivi sui Social

Gli utenti attivi (cioè quelli che hanno eseguito almeno un’azione mensile sul Social) sono assolutamente più interessanti rispetto agli utenti registrati perché usano più assiduamente le relative piattaforme sociali. Secondo statistiche fornite dalle stesse piattaforme gli utenti attivi nel 2017, relativamente ai Social più conosciuti in Italia, sono stati i seguenti:

Utenti Attivi al Mese nel mondo (in miliardi)

Facebook                                    2                                                                           
Youtube                                     +1.5
Instagram                                  0.800                                                                   
Tumblr                                        0.420                                                                   
Twitter                                       0.330                                                                   
Google Plus                                0.300                                                                   
Snapchat                                    0.250                                                                   
Pinterest                                    0.150                                                                   
Linkedin                                     0.106

Utenti Attivi al Mese in Italia (in milioni)

Facebook                                     30
Youtube                                       24
Instagram                                    14
Linkedin                                       10
Twitter                                         7
Google Plus                                 6
Pinterest                                     4.7
Tumblr                                         2.5
Snapchat                                      2
Questi numeri fanno comprendere quanto sia immenso il bacino di potenziali clienti raggiungibili.

Il lavoro del Social Media Manager

Il social media manager è un professionista che cura la presenza e lo sviluppo di un progetto sui social media definendo la strategia e gestendo normalmente più piattaforme contemporaneamente come Facebook, Twitter, Instagram ed altre in base alle necessità; dopo aver analizzato la propria nicchia di mercato, la concorrenza e targettizzato il cliente tipo - ad esempio età; sesso; professione; provenienza geografica; abitudini; interessi; obiettivi; cultura - va effettuata la scelta dei giusti Social, preferenza che dipenderà dall’obiettivo che la società vuole perseguire. È anche utile essere in grado di individuare trend sociali e sfruttare nuove opportunità di crescita.
Il SMM deve definire un piano editoriale riguardante ogni profilo Social curato, studiare e creare i contenuti da veicolare sui Social adatti per raggiungere precisi obiettivi.
Un criterio per identificare un obiettivo di marketing raggiungibile è il metodo S.M.A.R.T. che racchiude le 5 peculiarità che deve possedere un obiettivo: Specific, Measurable, Attainable, Relevant, Time-bound ovvero nell’ordine Specifico, Misurabile, Raggiungibile, Pertinente, Limitato nel tempo. Per esempio si può cominciare dandosi pochi e semplici obiettivi come condividere su Instagram una foto al giorno per una settimana concernente un certo argomento con lo scopo di conseguire 14 condivisioni e 14 commenti. Oltre a ciò si cinguetterà 14 volte su Twitter con link di argomenti pubblicati sul website per incrementare del 10% le visite.
I contenuti creati vengono gestiti attraverso un piano editoriale in modo da poter pianificare al meglio tempi, argomenti e formati del testo, delle immagini e dei video. Nella fase di creazione può coinvolgere il grafico, il copywriter ed in generale tutte le figure necessarie, si pensi ad esempio a chi si occupa dell’advertising.
Risultano ovviamente gradite una laurea in Comunicazione o Marketing oltre a conoscenze della lingua inglese e di software quali Microsoft Excel, Microsoft PowerPoint, Adobe Photoshop e Adobe Illustrator insieme ad un’ottima capacità di scrittura in ambito web, al fine di evitare il ricorso a terzi. Completano il profilo la capacità di saper creare Landing Page cioè pagine costruite in maniera tale che chi le raggiunge compia una Call To Action (click su una email, invio di un modulo, click su un link, ecc.), nonché la capacità di adeguare la campagna sui Social con le strategie SEO, la conoscenza degli strumenti di insights e di advertising e la capacità di stilare report e interpretare i dati in modo da monitorare l’andamento delle attività e sviluppare strategie di ottimizzazione. Oltre a ciò è fondamentale rispondere rapidamente ed esaurientemente ai commenti, sia positivi che negativi, che appariranno sulle bacheche sociali, ma più in generale la monitorizzazione è importantissima perché consente di analizzare, interpretare ed eventualmente rielaborare la propria strategia.
Appurate la mansioni del Social Media Manager si comprende come affidare tale ruolo al primo venuto è da sciagurati, perché quella del SMM non è una figura che si improvvisa. L’azienda deve essere consapevole dell’importanza di questa scelta perché quella persona dovrà gestirne il brand e la reputazione online e di conseguenza la credibilità, l’autorevolezza e la fiducia da parte dei clienti.


Errori nella strategia di Social Media Marketing

Si pensi ad uno scenario nel quale la strategia non funziona a dovere ed il cliente, che ha investito denaro, esige spiegazioni. Togliendo i casi in cui è colpa di una condizione momentanea del mercato o del prodotto o servizio pubblicizzato o ancora del customer service, restano allora alcuni errori comuni da correggere.

  1. Non si hanno tutte le competenze necessarie: forse si è bravi nello scrivere, ma non nel fare video, si è capaci di lavorare sulla grafica, ma non sulle animazioni, ecc. Forse è meglio creare un team e non cercare di fare tutto da soli.
  2. Non avere o non essere pronti a cambiare strategia: a parte il caso di non avere proprio una strategia che indichi gli obiettivi da perseguire e le attività per farlo, anche non cambiarla in corsa è un grave errore perché il mondo del Web si evolve di continuo ed è anacronistico restare irremovibili, dato che tutto è migliorabile.
  3. Il numero di seguaci non determina il successo: è la cosiddetta Vanity Metrics, ovvero metriche utili soltanto per soddisfare il proprio ego; pur essendo normale puntare all’ampliamento della propria community, ciò non deve essere lo scopo principale, perché se i fan non diventano clienti, averne tanti o pochi è marginale. I seguaci vanno incanalati in un funnel che porti a compiere un’azione, come ad esempio una vendita, la compilazione di un form, una telefonata, ecc.
  4. Pubblicare troppo (overposting) o troppo poco (going silent): tipico del sedicente Social Media Manager che non ha una strategia. L’overposting causa un inutile spreco di energie, disturba ed allontana i fan dalla pagina, tanto più quanto meno alta è la qualità dei post. Il going silent lascia una pagina al proprio destino, senza curare le pubblicazioni e senza interagire con i seguaci. Ricordarsi sempre il motto: meglio pochi, ma buoni. Qualità e non quantità.
  5. Ignorare o prestare attenzione ai commenti e ai messaggi con ritardo: le interazioni rivestono un ruolo vitale e servono per stringere i rapporti. Oltre a fornire informazioni hanno la capacità d’indirizzare l’atteggiamento dei visitatori verso la pagina e di gestire i fake che potrebbero vanificare la professionalità della pagina stessa.
  6. Essere presenti su tutti i Social può essere svantaggioso: ciò perché ognuno di loro è più o meno adeguato ad una determinata attività. Facebook ha un target molto ampio; Instagram può risultare adatto per settori quali viaggi, moda, gioielleria, fotografia, ristorazione ed altro; Twitter per editoria, informazione, mondo digitale, ecc.; LinkedIn per i professionisti di vari settori e così via.
  7. Non si aggiornano i contenuti online: è difficile trovare continuamente spunti per nuove pubblicazioni, a volte potrebbe bastare rinverdire vecchi post, fondendoli con altri o migliorandoli, e ripubblicarli.
  8. Il cliente investe troppo poco: forse pur di lavorare si è tirato sul prezzo accontentandosi delle controfferte del cliente; il lavoro diviene un gioco al ribasso, si è scontenti del lavoro da fare a fronte di un riconoscimento pecuniario ritenuto troppo basso e la qualità del progetto ne risente.

Quali che siano le cause dell’insuccesso non ci si deve demoralizzare e magari ricorrere all’acquisto di Like (tramite ad esempio servizi come Get some likes o Boostlikes) per dire al Cliente che il proprio lavoro frutta, tanto prima o poi si accorgerà che a tutti questi Like non corrispondono conversioni.
Non ha senso collezionare più Like possibile, ma usarli come un segnale di conferma dell’interesse per un dato argomento, sì. Prima di creare un post è meglio fare un’analisi per sapere se può risultare interessante per il proprio pubblico, i Like ne daranno conferma. In questa fase si possono anche pubblicare post sponsorizzati verificando se sono efficaci e in target.

Il sole 24 ore

Utenti italiani: fonte Il Sole 24 ore

Strumenti

Sia che si abbia già una pagina, sia che necessiti crearla ex novo, bisogna conoscere i propri competitor.
È possibile utilizzare Google, Facebook e Sociograph.
Si supponga di voler spingere una pagina che parla di tartufi:

site:it-it.facebook.com tartufi
Si tolgano i riferimenti ai cognomi eliminando dagli URL ottenuti quelli che presentano la stringa public/ 
site:it-it.facebook.com tartufi -inurl:public (il meno matematico)
volendo si possono anche togliere i riferimenti ad app ed eventi con:
site:it-it.facebook.com tartufi -inurl:public -inurl:apps -inurl:events
Da 211.000 risultati si è scesi a 209.000; meglio di niente, almeno chi non lo sapeva ha imparato a filtrare i dati con alcuni operatori :-)

Che differenza c’è con le pagine trovate su Google? Mentre su Facebook i risultati sembrano messi alla rinfusa, su Google si trovano in cima quelli più “caldi”

Con tali strumenti è abbastanza semplice capire quali post funzionano meglio; si potrebbero allora analizzare i 3 concorrenti in target con la propria attività, appuntarsi i post più performanti, caratterizzare gli utenti più attivi e profilare così il proprio.

Formula di presentazione e linea editoriale

C’è una formula abbastanza comune tra gli addetti ai lavori:
NomeSito|Progetto|Persona aiuta GruppoPersone a FareQualcosa attraverso Soluzione Dove
Si possono inventare combinazioni infinite, ecco due esempi:

Con una siffatta costruzione si può essere chiari e concisi allo stesso tempo.

La linea editoriale deve rispecchiare quello che appassiona la propria audience ed i Social devono far capire subito al proprio pubblico di cosa trattano (senza però palesare che si vuol vendere qualcosa). Dopo aver deciso la linea non possono mancare piano editoriale e calendario editoriale

Dimensione delle immagini sui Social

Il bravo Social Media Manager usa immagini delle giuste dimensioni sui canali sociali.
Facebook

Instagram

Twitter

Google+

LinkedIn

Vedi l’infografica


Altri strumenti utili

Guadagni

Il guadagno di un Social Media Manager varia in base a molteplici fattori. Ad esempio se si è un dipendente o un libero professionista, se si lavora in una piccola azienda o in una multinazionale, se si ha poca (junior) o molta (senior) esperienza, ecc., ne discende che la forbice può risultare molto ampia e che, se si è un dipendente, in Italia si potrebbe partire da stipendi netti attorno a 800,00 euro mensili fino a oltre 2.000. Se invece si è un professionista ci si potrebbe aggirare sui 300 euro mensili per ogni pagina Social gestita, ad esempio Facebook, con 100 euro aggiuntive per ogni Social ulteriore, per esempio Twitter, Google+, Instagram, LinkedIn ecc. Per stabilire il compenso con più precisione c’è da considerare il numero di post che verranno scritti a settimana e quanti elementi multimediali come immagini, video, ecc. verranno prodotti, questi ultimi presuppongono infatti un impegno ed una professionalità maggiore. C’è infine poi da considerare anche il numero di campagne di advertising da attuare sui suddetti canali.

Conclusione

Per imparare a usare professionalmente i Social è bene iniziare seguendo gli specialisti del settore, studiare approfonditamente sui migliori testi reperibili e testare online il prima possibile per fare esperienza diretta ed affinare le proprie capacità attraverso progetti personali (magari si eviti di farlo con i primi clienti!).
Una considerazione personale, insieme al SEO è una delle professioni più belle al mondo.


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