SMM Social Media Manager: competenze e guadagni

Come diventare un (bravo) Social Media Manager

Autore: Andrea Pacchiarotti
Ultimo aggiornamento: 24 Luglio 2020
Categoria: Web Marketing Social media manager

Web marketing: SEM, SEO, SEA, SMM, SMO, SMA
#SMM Social Media Manager

I Social Media (e c'è da chiedersi quando Google ne farà uno competitivo dopo il poco apprezzato Google+ ormai disponibile solo per gli account G Suite di lavoro o della scuola) occupano un posto fondamentale nell’attività di marketing di ogni azienda, ma ciò non significa che vengano adoperati correttamente e in maniera funzionale allo sviluppo delle società stesse (e allora... ottimizza i contenuti social!). Ad esempio a volte accade che non vari la strategia in base al social network utilizzato o che la strategia delle aziende più piccole venga affidata al famoso “cugino”; in realtà quello del Social Media Manager non è un lavoro alla portata di tutti, ma un aspetto importante di una più ampia strategia di Web Marketing che, se realizzata con i giusti tempi e investimenti e gestita oculatamente, può accrescere significativamente la visibilità e il ROI dell’azienda. Sulla Rete Social è infatti possibile realizzare una comunità e avviare una comunicazione efficace, fidelizzando i fan dopo aver conquistato la loro stima; il dialogo poi, oltre ad essere un veicolo eccezionale di raccolta di informazioni, fa capire cosa preme loro e quindi suggerisce il comportamento per far crescere il proprio brand sia come visibilità che come autorevolezza nel settore.
Infine è proprio sui Social che molti clienti chiedono aiuto: rispondendo con prontezza, cortesia e in maniera utile s’instaurerà un rapporto di fiducia che potrebbe innescare un processo di Lead Generation e Lead Nurturing.

Sommario Social Media Marketing

Cosa significa SEM, SEO, SEA, SMM, SMO, SMA

Utenti attivi sui Social

Gli utenti attivi (cioè quelli che hanno eseguito almeno un’azione mensile sul Social) sono assolutamente più interessanti rispetto agli utenti registrati perché usano più assiduamente le relative piattaforme sociali. Secondo statistiche fornite dalle stesse piattaforme gli utenti attivi nel 2019, relativamente ai Social più conosciuti in Italia, sono stati i seguenti:

Utenti Attivi al Mese nel mondo (in miliardi)

Facebook  2.4
Youtube   2
Instagram 1                                   
Linkedin  0.660
Twitter   0.330                                                                    
Pinterest 0.317

Utenti Attivi al Mese in Italia (in milioni)

Facebook  31
Youtube   24
Instagram 19
Linkedin  15.3
Pinterest 9
Twitter   8.6

Questi numeri fanno comprendere quanto sia immenso il bacino di potenziali clienti raggiungibili.

Il lavoro del Social Media Manager

Il social media manager è un professionista che cura la presenza e lo sviluppo di un progetto sui social media definendo la strategia e gestendo normalmente più piattaforme contemporaneamente come Facebook, Twitter, Instagram e altre in base alle necessità; dopo aver analizzato la propria nicchia di mercato, la concorrenza e targettizzato il cliente tipo - ad esempio età; sesso; professione; provenienza geografica; abitudini; interessi; obiettivi; cultura - va effettuata la scelta dei giusti Social, preferenza che dipenderà dall’obiettivo che la società vuole perseguire. È anche utile essere in grado di individuare trend sociali e sfruttare nuove opportunità di crescita.
Il SMM deve definire un piano editoriale riguardante ogni profilo Social curato, studiare e creare i contenuti da veicolare sui Social adatti per raggiungere precisi obiettivi.
Un criterio per identificare un obiettivo di marketing raggiungibile è il metodo S.M.A.R.T. che racchiude le 5 peculiarità che deve possedere un obiettivo: Specific, Measurable, Attainable, Relevant, Time-bound ovvero nell’ordine Specifico, Misurabile, Raggiungibile, Pertinente, Limitato nel tempo. Per esempio si può cominciare dandosi pochi e semplici obiettivi come condividere su Instagram una foto al giorno per una settimana concernente un certo argomento con lo scopo di conseguire 14 condivisioni e 14 commenti. Oltre a ciò si cinguetterà 14 volte su Twitter con link di argomenti pubblicati sul website per incrementare del 10% le visite.
I contenuti creati vengono gestiti attraverso un piano editoriale in modo da poter pianificare al meglio tempi, argomenti e formati del testo, delle immagini e dei video. Nella fase di creazione il manager può coinvolgere il grafico, il copywriter e in generale tutte le figure necessarie, si pensi ad esempio a chi si occupa dell’advertising.
Risultano ovviamente gradite una laurea in Comunicazione o Marketing oltre a conoscenze della lingua inglese e di software quali Microsoft Excel, Microsoft PowerPoint, Adobe Photoshop e Adobe Illustrator insieme ad un’ottima capacità di scrittura in ambito web, al fine di evitare il ricorso a terzi. Completano il profilo la capacità di saper creare Landing Page cioè pagine costruite in maniera tale che chi le raggiunge compia una Call To Action (clic su una email, invio di un modulo, clic su un link, ecc.), nonché la capacità di adeguare la campagna sui Social con le strategie SEO, la conoscenza degli strumenti di insights e di advertising e la capacità di stilare report e interpretare i dati in modo da monitorare l’andamento delle attività e sviluppare strategie di ottimizzazione. Oltre a ciò è fondamentale rispondere rapidamente ed esaurientemente ai commenti, sia positivi che negativi, che appariranno sulle bacheche sociali, ma più in generale la monitorizzazione è importantissima perché consente di analizzare, interpretare ed eventualmente rielaborare la propria strategia.
Appurate la mansioni del Social Media Manager si comprende come affidare tale ruolo al primo venuto è da sciagurati, perché quella del SMM non è una figura che si improvvisa. L’azienda deve essere consapevole dell’importanza di questa scelta perché quella persona dovrà gestirne il brand e la reputazione online e di conseguenza la credibilità, l’autorevolezza e la fiducia da parte dei clienti.


Errori nella strategia di Social Media Marketing

Si pensi ad uno scenario nel quale la strategia non funziona a dovere e il cliente, che ha investito denaro, esige spiegazioni. Togliendo i casi in cui è colpa di una condizione momentanea del mercato o del prodotto o servizio pubblicizzato o ancora del customer service, restano allora alcuni errori comuni da correggere.

  1. Non si hanno tutte le competenze necessarie: forse si è bravi nello scrivere, ma non nel fare video, si è capaci di lavorare sulla grafica, ma non sulle animazioni, ecc. Forse è meglio creare un team e non cercare di fare tutto da soli
  2. Non avere o non essere pronti a cambiare strategia: a parte il caso di non avere proprio una strategia che indichi gli obiettivi da perseguire e le attività per farlo, anche non cambiarla in corsa è un grave errore perché il mondo del Web si evolve di continuo ed è anacronistico restare irremovibili, dato che tutto è migliorabile
  3. Il numero di seguaci non determina il successo: è la cosiddetta Vanity Metrics, ovvero metriche utili soltanto per soddisfare il proprio ego; pur essendo normale puntare all’ampliamento della propria community, ciò non deve essere lo scopo principale, perché se i fan non diventano clienti, averne tanti o pochi è marginale. I seguaci vanno incanalati in un funnel che porti a compiere un’azione, come ad esempio una vendita, la compilazione di un form, una telefonata, ecc.
  4. Pubblicare troppo (overposting) o troppo poco (going silent): tipico del sedicente Social Media Manager che non ha una strategia. L’overposting causa un inutile spreco di energie, disturba e allontana i fan dalla pagina, tanto più quanto meno alta è la qualità dei post. Il going silent lascia una pagina al proprio destino, senza curare le pubblicazioni e senza interagire con i seguaci. Ricordarsi sempre il motto: meglio pochi, ma buoni. Qualità e non quantità
  5. Ignorare o prestare attenzione ai commenti e ai messaggi con ritardo: le interazioni rivestono un ruolo vitale e servono per stringere i rapporti. Oltre a fornire informazioni hanno la capacità d’indirizzare l’atteggiamento dei visitatori verso la pagina e di gestire i fake che potrebbero vanificare la professionalità della pagina stessa
  6. Essere presenti su tutti i Social può essere svantaggioso: ciò perché ognuno di loro è più o meno adeguato ad una determinata attività. Facebook ha un target molto ampio; Instagram può risultare adatto per settori quali viaggi, moda, gioielleria, fotografia, ristorazione e altro; Twitter per editoria, informazione, mondo digitale, ecc.; LinkedIn per i professionisti di vari settori e così via
  7. Non si aggiornano i contenuti online: è difficile trovare continuamente spunti per nuove pubblicazioni, a volte potrebbe bastare rinverdire vecchi post, fondendoli con altri o migliorandoli, e ripubblicarli
  8. Il cliente investe troppo poco: forse pur di lavorare si è tirato sul prezzo accontentandosi delle controfferte del cliente; il lavoro diviene un gioco al ribasso, si è scontenti del lavoro da fare a fronte di un riconoscimento pecuniario ritenuto troppo basso e la qualità del progetto ne risente

Quali che siano le cause dell’insuccesso non ci si deve demoralizzare e magari ricorrere all’acquisto di Like (tramite ad esempio servizi come Get some likes o Boostlikes) per dire al Cliente che il proprio lavoro frutta, tanto prima o poi si accorgerà che a tutti questi Like non corrispondono conversioni o, nei casi più gravi si verrà bloccati temporaneamente (o definitivamente) dal Social stesso.
Non ha senso collezionare più Like possibile, ma usarli come un segnale di conferma dell’interesse per un dato argomento, sì. Prima di creare un post è meglio fare un’analisi per sapere se può risultare interessante per il proprio pubblico, i Like ne daranno conferma. In questa fase si possono anche pubblicare post sponsorizzati verificando se sono efficaci e in target.

Il sole 24 ore
Utenti italiani: fonte Il Sole 24 ore

Strumenti

Sia che si abbia già una pagina, sia che necessiti crearla ex novo, bisogna conoscere i propri competitor.
È possibile utilizzare Google, Facebook e Sociograph.
Si supponga di voler spingere una pagina che parla di tartufi:

site:it-it.facebook.com tartufi
Si tolgano i riferimenti ai cognomi eliminando dagli URL ottenuti quelli che presentano la stringa public/ 
site:it-it.facebook.com tartufi -inurl:public (il meno matematico)
volendo si possono anche togliere i riferimenti ad app ed eventi con:
site:it-it.facebook.com tartufi -inurl:public -inurl:apps -inurl:events
Da 211.000 risultati si è scesi a 209.000; meglio di niente, almeno chi non lo sapeva ha imparato a filtrare i dati con alcuni operatori :-)

Che differenza c’è con le pagine trovate su Google? Mentre su Facebook i risultati sembrano messi alla rinfusa, su Google si trovano in cima quelli più “caldi”

Con tali strumenti è abbastanza semplice capire quali post funzionano meglio; si potrebbero allora analizzare i 3 concorrenti in target con la propria attività, appuntarsi i post più performanti, caratterizzare gli utenti più attivi e profilare così il proprio.

Formula di presentazione e linea editoriale

C’è una formula abbastanza comune tra gli addetti ai lavori:
NomeSito|Progetto|Persona aiuta GruppoPersone a FareQualcosa attraverso Soluzione Dove
Si possono inventare combinazioni infinite, ecco due esempi:

Con una siffatta costruzione si può essere chiari e concisi allo stesso tempo.

La linea editoriale deve rispecchiare quello che appassiona la propria audience ed i Social devono far capire subito al proprio pubblico di cosa trattano (senza però palesare che si vuol vendere qualcosa). Dopo aver deciso la linea non possono mancare piano editoriale e calendario editoriale

Dimensione delle immagini sui Social

Il bravo Social Media Manager usa immagini delle giuste dimensioni sui canali sociali.
Facebook

Instagram

Twitter

LinkedIn

Vedi l’infografica


Altri strumenti utili

Guadagni

Il guadagno di un Social Media Manager varia in base a molteplici fattori. Ad esempio se si è un dipendente o un libero professionista, se si lavora in una piccola azienda o in una multinazionale, se si ha poca (junior) o molta (senior) esperienza, ecc., ne discende che la forbice può risultare molto ampia e che, se si è un dipendente, in Italia si potrebbe partire da stipendi netti attorno a 800,00 euro mensili fino a oltre 2.000. Se invece si è un professionista ci si potrebbe aggirare sui 300 euro mensili per ogni pagina Social gestita, ad esempio Facebook, con 100 euro aggiuntive per ogni Social ulteriore, per esempio Twitter, Instagram, LinkedIn ecc. Per stabilire il compenso con più precisione c’è da considerare il numero di post che verranno scritti a settimana e quanti elementi multimediali come immagini, video, ecc. verranno prodotti, questi ultimi presuppongono infatti un impegno e una professionalità maggiore. C’è infine da considerare anche il numero di campagne di advertising da attuare sui suddetti canali.

Ottimizza LinkedIn

Se vuoi trovare lavoro come SMM, ma anche se le tue aspirazioni sono altre, DEVI assolutamente avere un profilo su LinkedIn!
LinkedIn non è come gli altri Social network ma è un business social, ovvero una piattaforma usata esclusivamente per sviluppare rapporti professionali, avere un profilo ottimizzato su questo sito è dunque fondamentale a livello lavorativo.

La foto, il nome, la headline e la località sono certamente le cose che chi visita la tua pagina guarda per prime e non curarli sono sintomo di poca professionalità.

La foto è il primo passo per valorizzare il tuo personal branding; deve essere in alta definizione, su sfondo chiaro, attuale, a mezzobusto, in posa professionale, ma naturale e sorridente. Se hai un profilo anche su altri Social è meglio mettere la stessa foto in modo da avere un’immagine omogenea, e quindi riconoscibile, per tutti.

Il nome dovrebbe contenere effettivamente solo il tuo nome, evita cose non attinenti.

L’headline, deve descrivere la tua professionalità in massimo 120 caratteri (cerca di sfruttarli tutti e occhio a eventuali cambiamenti del numero di caratteri per l'headline e anche per i punti successivi), utilizzando le parole chiave che userebbero i potenziali clienti per trovarti su questa piattaforma (ricorda che in Italia ci sono ad oggi circa 8 milioni di utenti su LinkedIn) e sui motori di ricerca. Questo è importante per il SEO (se una società sta cercando un web developer, devi essere trovato con quella keyphrase) e per sviluppare il personal branding, che consiste nel promuovere se stessi per risultare appetibile agli altri.
Se cambi lavoro verifica che il sistema in automatico non modifichi l’headline in base al mutamento che hai effettuato.

Sotto l'immagine del profilo, ma a destra, viene mostrato il numero di collegamenti che hai; per apparire più autorevoli è importante averne almeno 500. Oltre tale numero il contatore pubblico si ferma ed aggiunge un + accanto alla cifra.

Ti mostro come esempio il mio profilo che puoi visitare collegandoti al seguente link: https://www.linkedin.com/in/andreapacchiarottiformatore

Sempre sotto l’immagine del profilo compare l’URL della tua pagina, cliccalo e personalizzalo facendo seguire al nome e cognome una parola chiave che ti qualifichi (massimo 30 lettere o numeri, non vanno usati spazi, simboli o caratteri speciali).

A destra dell’URL trovi invece Contact info/Informazioni di contatto dove inserire la tua mail o l’indirizzo del tuo sito web, aggiungi tutto quello che puoi.

I termini SEO friendly usati nella headline, vanno replicati nel resto del profilo (a titolo riepilogativo ti segnalo, con i nomi in inglese ed italiano, le aree dove puoi intervenire senza esagerare e creando frasi naturali:

Ovviamente per le sezioni Gruppi (inseriscine il massimo, cioè 50, inerenti il tuo campo: ricorda che commentare e condividere in maniera coerente contenuti sui gruppi fa aumentare le visite al tuo profilo e di conseguenza al tuo sito) e Già segui, non puoi scrivere nulla ma solo iscriverti.

Riguardo il nome della Località che compare sotto la headline, inserisci la tua area operativa: una società recluterà probabilmente candidati vicini alla propria sede e allo stesso modo un cliente vorrà puntare su una persona con cui può relazionarsi di persona.

Nel Riepilogo disponi di 2000 caratteri per spiegare chi sei e cosa fai esprimendoti in prima persona, ma senza essere esclusivamente autoreferenziale. Riproponi e amplia le parole chiave usate in headline specificando come potresti essere utile a chi sta passando in rassegna il tuo profilo, illustrando competenze e capacità. Alla fine inserisci i tuoi dati di contatto come email, telefono, sito, social media, skype, ecc. Sotto il Riepilogo aggiungi documenti, immagini, link, video, presentazioni; in generale, ogni volta che nell’intero profilo hai la possibilità di inserire contenuti multimediali, fallo.
Se non hai ancora un Summary, scrivilo immediatamente decidendo quale azione far compiere a chi lo leggerà (visita al sito, iscrizione alla newsletter, scaricamento di un ebook, telefonata, ecc.). In pratica considera il Riepilogo come fosse una landing page costruita per vendere la tua professionalità; inserisci quindi la Call to Action necessaria per far compiere l'azione suddetta e nei Media del Summary metti il link, il video o il pdf utile a completarla.

Nelle Esperienze, nei Corsi e nelle Certificazioni disponi tutto in ordine cronologico decrescente (ad esempio l’ultima certificazione per prima), specificando per ogni esperienza le tue mansioni. Utilizza le keyword e le keyphrase precedenti dovunque puoi, ma senza far risultare il discorso o i titoli innaturali.

Riguardo le Competenze e conferme (in pratica le Competenze rappresentano anch’esse parole chiave,  alcune sono sicuramente quelle della headline; considera che ne puoi inserire 50) maggiori conferme ricevi migliore sarà il tuo rank in Linkedin. In realtà non è solo il posto dove elencare le skills, ma anche il luogo dove piazzare le keyword che si pensa una persona adopererebbe per cercare una figura come la tua; questo perché LinkedIn usa le competenze come parole chiave per matchare il tuo profilo con le richieste dell'utenza per la stessa chiave.
Un'altra raccomandazione, se ad esempio si sa usare bene Word o PowerPoint, ma si sono messe queste abilità prima di quelle che vi contraddistinguono maggiormente, come per esempio saper programmare in VBA per Excel o VBA per Access, si potrebbe perdere l'occasione per farsi notare perché i recruiter vogliono cogliere subito il motivo per cui scegliervi; è dunque importante ordinare appropriatamente le skill inserite.



Per quanto concerne la Formazione e il Volontariato c’è poco da dire, inserisci ovviamente dati veri e dimostrabili (come del resto in tutto il profilo); la seconda area dà però la possibilità di inserire delle Cause che ti interessano non sarebbe male ottimizzare anche queste, magari con qualcosa inerente il tuo campo.

C’è poi la sezione Segnalazioni; queste sono importanti perché vanno a confermare la tua professionalità, cerca di ottenerne almeno una decina da chi ha lavorato insieme a te nella stessa azienda.

Se stai ancora studiando o non hai lavoro non usare in headline la dicitura “disoccupato” o strutture lessicali analoghe poco qualificanti, ma opta per “Posizione desiderata: web developer“ o forme similari.
Se ti proponi a un’azienda la prima cosa che l’addetto al personale fa è cercarti su Google; prova a digitare il tuo nome e cognome, magari tra virgolette (per limitare il numero di occorrenze e massimizzare il tasso d’attinenza) e vedi cosa appare. Ora lavora per far mostrare come primo risultato il tuo profilo Linkedin ottimizzato come detto in precedenza.

Se ti sei iscritto da poco cerca i contatti migliori del tuo ramo attraverso la ricerca avanzata, iscriviti ai gruppi ed eventualmente fatti aiutare dai suggerimenti del Social stesso. Scegli gruppi con tanti iscritti e che siano molto dinamici.
I profili LinkedIn dei propri competitor sono miniere d'oro, a patto che questi siano tra i propri contatti di primo grado. Ad esempio vediamo come ottenere un elenco di profili con i clienti dei propri competitor.
Supponiamo che tra i propri potenziali clienti vi siano i Sales Manager e che Andrea Pacchiarotti sia un proprio diretto concorrente. Per conoscere i Sales Manager presenti tra i contatti di Andrea è necessario fare i seguenti 3 passaggi:

Ecco ottenuti i Sales Manager presenti tra i contatti di Andrea.

Riguardo i contatti alcuni pensano che bisogna accettare solo amicizie che riguardano il proprio mondo lavorativo, altri invece reputano giusto applicare la teoria dei legami deboli del sociologo americano Mark Granovetter ("The Strength of Weak Ties"; American Journal of Sociology, Vol. 78, No. 6., May 1973, pp 1360–1380) da cui discende che stabilire “ponti sociali” illimitati, ovvero  accettare dopo un minimo di scrematura richieste di contatto anche da persone di altri campi, dà maggiori possibilità di stabilire legami professionali.

Sappi che però non basta seguire questi accorgimenti per essere primo nei risultati della ricerca interna al Social. Bisogna essere attivi giornalmente postando e condividendo materiale di qualità ed essere riconosciuti autorevoli dai propri collegamenti, a tal scopo è imprescindibile creare un proprio sito web professionale.

Conclusione

Per imparare a usare professionalmente i Social è bene iniziare seguendo gli specialisti del settore, studiare approfonditamente sui migliori testi reperibili e testare online il prima possibile per fare esperienza diretta e affinare le proprie capacità attraverso progetti personali (magari si eviti di farlo con i primi clienti!).
Una considerazione personale, insieme a fare SEO, è una delle professioni più belle al mondo.


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