Google Rank Brain

Come posizionare in SERP un sito sfruttando Rank Brain

Autore: Andrea Pacchiarotti
Ultimo aggiornamento: Marzo 2019
Categoria: SEO

Google Rank Brain
Google Rank Brain

Posizionarsi bene su Google? Una volta bastavano il SEO copywriting e le parole chiave, ma oggi che il motore di ricerca capisce, indicizza ed interpreta correttamente i testi delle pagine web, sono pratiche non obsolete, ma facenti parte del variegato mondo del posizionamento all’interno della ricerca organica.

Sommario Google Rank Brain

Rank Brain

La domanda iniziale diventa quindi... Come posizionare in SERP un sito sfruttando Rank Brain.
Google elabora mediamente tre miliardi di ricerche al giorno, il 15% (quasi mezzo miliardo) di queste, sono formate da parole che il motore non ha mai visto prima. L’uso dell’algoritmo Rank Brain (RankBrain Wikipedia), reso pubblico da Google nell’autunno del 2015, tenta di restituire dei risultati di ricerca maggiormente utili per l’utente, interpretando le sue query, cioè le domande che egli digita nel box di ricerca di Google. Questo algoritmo fa parte di quello più grande denominato Hummingbird, che ne comprende anche altri come ad esempio i noti Panda, attivo dal 2010 e che retrocede in SERP i siti web con contenuti di bassa qualità, e Penguin, operante dal 2012 e che elimina i comportamenti più artificiosi del link building

Google già da qualche anno sta usando il web semantico, l’AI (acronimo di intelligenza artificiale che, semplificando molto, indica quei computer preposti all’apprendimento e all’individuazione di connessioni tra le informazioni) e il machine learning (ovvero la capacità di un computer di fare qualcosa apprendendo da se stesso) per affinare i risultati delle SERP a tutto vantaggio del navigatore, il che significa che mister G è diventato più intelligente, tanto che, digitando una ricerca ambigua e al contempo lunga (la cosiddetta long tail keyword, ovvero una ricerca composta da almeno quattro parole), il suo nuovo algoritmo Rank Brain si sforza di interpretare al meglio la query dell’utente, non limitandosi a selezionare le keyword e a mostrare le pagine web che le contengono, ma confrontando la query con le ricerche passate, collegando i termini tra loro e avanzando ipotesi sulla vera richiesta del navigatore, al di là delle mere parole chiave.
Ad esempio digitando “torre cilindrica di marmo” RankBrain capirà che l’utente sta cercando informazioni sulla torre di Pisa, la sua query verrà quindi trasformata in modo da produrre una SERP con concetti corrispondenti, ma non necessariamente con le medesime keyword. L’obiettivo è palese: la soddisfazione del navigatore. Mostrata la SERP all’utente, RankBrain testerà come egli interagirà con le pagine web.

Questo algoritmo è talmente rilevante che gli ingegneri di Mountain View, cosa rara, hanno dichiarato esplicitamente che Rank Brain è il terzo più importante fattore riguardo la determinazione dei risultati di ricerca.
Quali sono i primi due? Beh non lo sappiamo, ma si può ipotizzare siano la qualità dei contenuti e la link building fatte badando, ovviamente, alle esigenze dell’utenza.

Google spesso ha sottolineato come siano oltre 200 i fattori valutati per determinare la posizione delle pagine web in SERP, in realtà, considerati anche i, per così dire, sottosegnali, i fattori potrebbero essere 50 volte tanto. Ad esempio ogni parola è un segnale, se è in strong è un altro segnale, se il sito è mobile friendly è un altro segnale ancora e così via; il loro insieme viene elaborato da Hummingbird per posizionare le pagine in base alle query di ricerca. I principali segnali di ranking sono mostrati nella Tavola periodica dei fattori di successo SEO.

Tavola periodica dei fattori di successo SEO
Tavola periodica dei fattori di successo SEO on-page e SEO off-page
Particolare della Tavola periodica dei fattori di successo SEO
Tavola periodica dei fattori di successo SEO on-page e SEO off-page

Sfruttare Rank Brain per migliorare la posizione in SERP

User Experience (UX) e Rank Brain

Quelli citati sono detti segnali UX ovvero segnali di esperienza utente; dunque non bastano più contenuti di qualità, link building, corretto uso delle keyword, ecc., ma è necessaria una buona user experience, definita dall’ISO 9241-210 come “le percezioni e le reazioni di un utente che derivano dall'uso o dall'aspettativa d'uso di un prodotto, sistema o servizio”. In pratica la UX concerne le sensazioni che prova un navigatore visitando un sito relativamente alle proprie necessità.
Le domande da porsi per ottimizzare un sito lato UX sono simili alle seguenti. Perché è atterrato proprio su quel sito? Quali informazioni vuole trovarci? Cosa deve cliccare per leggerle? Che bisogni ha?
Si evince che un utente percepisce una buona UX se:

Si presti attenzione anche alla User Experience per i device mobili in cui le dimensioni ridotte dello schermo provocano:

Inoltre nei mobile le prestazioni del processore e della RAM sono inferiori a quelle del desktop, ciò significa che bisogna eliminare elementi pesanti come ad esempio uno slideshow di immagini o, se si desidera mantenerlo, usarne almeno uno leggero, a tal proposito è utile leggere come creare uno slideshow in JavaScript che pesa solo 200 byte!
Da quanto detto discende che la UX impatta fortemente sulla SEO dato che influenza fattori quali tempo di permanenza nel sito, abbassamento del bounce rate, aumento di visitatori di ritorno e dunque pensare all’utenza fornendo una buona User Experience non può che annullare i potenziali impatti negativi appena citati.

Conclusioni

Google RankBrain è un algoritmo di machine learning che si basa sull’intelligenza artificiale per comprendere meglio le query dei navigatori (non è quindi un nuovo modo di posizionare i risultati in SERP, compito riservato ad Hummingbird), affinando tali risultati tramite la sostituzione dei termini che compongono la query con voci più adeguate. Lo scambio viene effettuato in base ai concetti contenuti nella query e ai contesti che essi possono rappresentare



Se vuoi approfondire alcuni dei temi trattati, visita la pagina con le mie pubblicazioni cartacee e online.

Se vuoi contattarmi chiamami al 347.2291870, scrivimi su pacchiarotti@gmail.com o su WhatsApp oppure compila il form sottostante

Segui l'hashtag #AndreaPacchiarotti

Consento il trattamento dei dati personali. GDPR 2016/679 - Privacy policy