Guida di Roma

Roma imperiale

Sommario Roma Imperiale

Roma fondò una sola volta un'altra Roma e lo fece con Costantinopoli la quale, in tre generazioni, eclissò la sua progenitrice. Tale nome le fu attribuito dall'imperatore Costantino il Grande nel 330 sostituendo quello dell’originaria colonia greca Bisanzio, e facendone la capitale dell’Impero Romano. Dal 395 la città divenne la capitale dell’impero bizantino. Conquistata da Maometto II nel 1453 e divenuta capitale dell’impero ottomano dal 1465, Costantinopoli venne chiamata Istanbul.

Imperatori romani

Principato
Augusto (27 a.C. - 14) 
Tiberio (14 - 37) 
Caligola (37 - 41) 
Claudio (41 - 54) 
Nerone (54 - 68) 
Galba (68 - 69) 
Otone (69 - 69) 
Vitellio (69 - 69)

Dinastia Flavia
Vespasiano (69 - 79) 
Tito (79 - 81) 
Domiziano (81 - 96)

Dinastia Nervano-Antoniniana
Nerva (96 - 98) 
Traiano (98 - 117) 
Adriano (117 - 138) 
Antonino Pio (138 - 161) 
Marco Aurelio (161 - 180) (co-imperatore Lucio Vero 161 - 169) 
Commodo (180 - 193)

Dinastia Severiana
Pertinace (193) (riconosciuto come imperatore da Settimio Severo) 
Settimio Severo (193 - 211) (il trono fu reclamato anche da Didio Giuliano 193, Pescennio Nigro 193 - 194, e Clodio Albino 193 - 197) 
Caracalla (211 - 217) 
Macrino (217 - 218) 
Eliogabalo (218 - 222) 
Alessandro Severo (222 - 235)

Regnanti durante la Crisi del terzo Secolo
Massimino Trace (235 - 238) 
Gordiano I e Gordiano II (238) 
Pupieno e Balbino (238) 
Gordiano III (238-244) 
Filippo l'Arabo (244-249) 
Decio (249-251) 
Erennio l'Etrusco (251) 
Ostiliano (251) 
Treboniano Gallo (251-253) 
Emiliano (253) 
Valeriano I (253-260) 
Gallieno (260-268) (Trono reclamato anche da Aureolo 265) 
Claudio II il Gotico (268-270) 
Quintillo (270) 
Aureliano (270-275) 
Tacito (275-276) 
Floriano (276) 
Probo (276-282) (trono reclamato da Saturnino 280, Proculo 280, e Bonoso 280) 
Caro (282-283) 
Carino (283-284) (co-imperatore Numeriano; trono reclamato da M. Aurelio Juliano 283)

Tetrarchia
Diocleziano (284 - 305) (co-imperatore Massimiano 286 - 305) 
Costanzo Cloro (305-306) (co-imperatore Galerio 305 - 311) 
Costantino I (306 - 337) (co-imperatori Galerio, Licinio 308 - 324, e Massimino 308 - 313; trono reclamato da Massenzio 306 - 312, e Domizio Alessandro 308 - 309)

Casa di Costantino
Costanzo II (337 - 361) (assieme a Costantino II 337 - 340, e Costanzo 337 - 350; trono reclamato da Magnenzio 350 - 353) 
Giuliano (361 - 363). conosciuto anche come l'"Apostata" 
Giviano (363 - 364)

Dinastia Valentiniana
Valentiniano I (364 - 375) (co-imperatore Valente 364 - 378; trono reclamato da Procopio 364 - 365) 
Graziano (375 - 383) (co-imperatore Valentiniano II, 375-392; trono reclamato da Magno Massimo, 383 - 388)

Casa di Teodosio
Theodosio I (379 - 395; trono reclamato da Eugenio 392 - 394)

Impero d'Occidente
Onorio (395 - 423) (co-imperatore Costanzo III 421; trono reclamato da Prisco Attalo 409 - 410 e ancora in 414 - 415, Costantino III 409 - 411, e Giovino, 411 - 412) 
Valentiniano III (423 - 455) (trono reclamato anche da Giovanni 423 - 425) 
Petronio Massimo (455) 
Avito (456 - 457) 
Magioriano (457 - 461) 
Libio Severo (461) - 465) 
Antemio (467 - 472) 
Olibrio (472) 
Glicerio (473 - 474) 
Giulio Nepote - (474 - 475/480) 
Romolo Augustolo 'ultimo' imperatore d'Occidente (475 - 476)

Impero d'Oriente
Arcadio (395 - 408) 
Teodosio II (408 - 450) 
Marciano (450 - 457) 
Leone I (457 - 474) 
Leone II (474) 
Zenone (474 - 491) 
Basilisco (475 - 476) 
Zenone (restaurato) (476 - 491)

Imperator, Princeps, Augusto, Cesare

A partire dal I secolo con Vespasiano si ebbe l'eliminazione dell'elemento romano-italico nell'esercito e già con Traiano questo era quasi totalmente composto da soldati tratti dalle provincie. Con Settimio Severo si ebbe l'eliminazione degli italiani anche dalla guardia pretoriana. L'Italia venne così occupata da truppe straniere e poco dopo la morte di Settimio Severo l'esercito divenne il padrone e la monarchia militare dispotica.
Dall'Oriente si andavano diffondendo varie religioni che, differentemente dal politeismo greco-romano, assicuravano la felicità nell'oltretomba, tra queste vinse quella cristiana, ben organizzata con chiese cittadine rette da vescovi e che con Costantino ebbe pieno sopravvento, mentre l'editto di Valentiniano III del 445 diede al papa Leone I detto Magno, il primato sulle chiese d'Occidente.

Nel corso del III secolo l'Impero Romano era in uno stato di grave debolezza militare e politica e caos amministrativo e istituzionale, aggravato dai barbari che premevano ai confini, con imperatori eletti o deposti dalle legioni senza che il senato riuscisse a imporre la propria volontà; a questo stato di cose tentò di mettere fine l'imperatore Diocleziano che, con l'istituzione della tetrarchia, mise su un sistema di governo a quattro che aveva lo scopo di ripristinare l'ordine entro i confini dell'impero impedendo le lotte per la successione e assicurando un funzionamento efficiente del potere imperiale.
L'Impero Romano fu suddiviso in quattro prefetture governate da due imperatori con il titolo di augusto (Diocleziano e Massimiano nominato nel 285 cesare e l’anno dopo augusto) e da due cesari, associati al potere dai primi (Galerio nominato da Diocleziano per l’Oriente e Costanzo Cloro nominato da Massimiano per l’Occidente). Il sistema si rivelò efficace e rese possibile agli augusti di celebrare vent'anni di regno, ma scatenò una guerra civile per la successione nella quale Costantino ebbe la meglio e rimase unico signore di tutto l'Impero Romano ponendo fine alla tetrarchia.

Sconfitto Massenzio, figlio di Massimiano, nella battaglia di Ponte Milvio presso i Saxa Rubra sulla via Flaminia il 28 ottobre del 312, tutta l'Italia passò sotto il controllo di Costantino. Durante la campagna per diventare unico imperatore sarebbe avvenuta la leggendaria apparizione della croce sovrastata dalla scritta In hoc signo vinces (con questo segno vincerai) che avrebbe avvicinato Costantino al cristianesimo. Ma è controverso il reale verificarsi della conversione da adoratore del Sol invictus a cristiano. Fu probabilmente una conversione per vantaggio politico dato che la nuova religione era capace più di altre di pilotare grandi masse ed era quindi perfetta per dare stabilità al regno.
Con l'imperatore Costantino la religione cristiana entrò a far parte dell'interesse dell'impero; nel 313 a Milano egli proclamò il cristianesimo religio licita e nel 350, suo figlio Costanzo II, la decretò religione ufficiale dell'impero; mentre nel 380 l'imperatore Teodosio I, con l'editto di Tessalonica, firmato anche dall'imperatore d'Occidente Graziano, bandì ogni altro culto esigendo da tutti i cristiani la confessione di fede conforme alle deliberazioni del concilio di Nicea.
Allo stesso modo di qualunque altro potere, accortezza politica, spregiudicatezza, soppressione dei nemici più pericolosi e liquidazione delle correnti eretiche al suo interno, fecero sì che il cristianesimo cattolico romano s'imponesse su ogni altra religione. Costantino incarnava bene tali condotte, un personaggio che, dopo la vittoria su Massenzio a ponte Milvio, fece erigere il proprio arco accanto al Colosseo depredando opere da altri monumenti e che con notevole sagacia cavalcò la novità del Cristianesimo che unì al culto pagano del sole invitto e a elementi mitraici pur convertendosi alla religione cristiana solo in punto di morte nel 337; un imperatore che lasciò Roma per trasferirsi a Costantinopoli, figlio di Elena, un ex stabularia (addetta alle stalle) che a circa settanta anni si convertì anch'essa al Cristianesimo, fece un pellegrinaggio in Terra Santa e riportò a Roma frammenti della croce di Cristo e sulle cui reliquie fondò la chiesa di Santa Croce in Gerusalemme.

Costantino evitò di costruire le proprie basiliche nel centro monumentale e pagano di Roma e scelse i suoi terreni privati o siti fuori dalle mura, solo nel VI secolo si ebbero chiese cristiane nel Foro con quella dei Santi Cosma e Damiano e Santa Maria Antiqua, poi nel medioevo i templi pagani vennero trasformati in chiese come il Pantheon nel 608 in Santa Maria ad martyres, il tempio della Fortuna Virile nell'872 in Santa Maria Egiziaca e il tempio di Vesta nel XII secolo in Santo Stefano, mentre dal V secolo le navate delle chiese cominciarono ad avere decorazioni pittoriche e mosaici.

Alla morte di Teodosio I, avvenuta nel 395, l'Occidente passò a suo figlio Onorio (che assunse Ravenna a capitale) e l'Oriente all'altro figlio Arcadio (che lasciò Costantinopoli capitale), l'impero non sarà mai più riunificato.

La fine dell'Impero Romano d'Occidente si fa coincidere tradizionalmente con la riconsegna delle insegne imperiali da parte del generale barbaro Odoacre (che dal 469 era al servizio dei romani come capo di un esercito di mercenari germanici e che aveva deposto il sedicenne Romolo Augustolo ultimo imperatore d'Occidente) all'imperatore d'Oriente Zenone, nel 476.

In passato furono considerati in vario modo continuatori degli imperatori romani gli imperatori bizantini, che in effetti ne portavano legalmente il titolo, e gli imperatori del Sacro Romano Impero, eredi dell'impero carolingio, il cui fondatore, Carlo Magno, era stato incoronato dal Papa come Imperatore dei Romani.

Roma imperiale alla massima estensione

Dopo Augusto, alcuni imperatori allargarono i confini delle terre soggette a Roma: per importanza ricordiamo le conquiste germaniche di Tiberio, la Britannia conquistata da Claudio, la creazione del protettorato di Armenia da parte di Nerone, la pacificazione delle province orientali operata dalla dinastia Flavia, le conquiste di Dacia, Assiria e Mesopotamia da parte di Traiano.

Roma alla massima estensione
Roma alla massima estensione