Guida di Roma

Roma repubblicana

Sommario Roma Repubblicana

  • Roma Repubblicana: Storia
  • Roma Repubblicana: Urbanistica
    • Foro Romano
    • Foro Boario
    • Foro Olitorio
    • Foro di Cesare
    • Campo Marzio
      • Largo di Torre Argentina
    • Aventino
    • Quirinale
    • Campidoglio
      • Area Sant'Omobono
    • Circo Massimo
    • Isola Tiberina
    • Fuori Porta Capena
    • Strade consolari
    • Mura serviane
    • Acquedotti
    • Ponti
    • Pincio

Roma Repubblicana: Storia

La Repubblica romana (Res publica Populi Romani) fu il sistema di governo nel periodo tra il 509 a.C. e il 27 a.C., quando l'Urbe fu governata da un'oligarchia repubblicana nata a seguito di contrasti interni che portarono alla fine della supremazia della componente etrusca sulla città e al parallelo decadere delle istituzioni monarchiche.
La sua fine viene convenzionalmente fatta coincidere con il termine di un lungo periodo di guerre civili che segnò de facto (e quindi non istituzionalmente) la fine della forma di governo repubblicana, a favore di quella del principato.
Quello della Repubblica costituì un periodo di grandi trasformazioni per Roma, che da piccola città stato della fine del VI secolo a.C. divenne, alla vigilia della fondazione dell'Impero, la capitale di un enorme Stato, formato da molte civiltà differenti.
Intorno al 500 a.C. Roma doveva già presentarsi come uno tra i più importanti abitati densi di monumenti del Mediterraneo occidentale con un'estensione territoriale di circa 900 km2 (un'area che includeva le più antiche 17 tribù rustiche del 495 a.C. secondo Livio) con approssimativamente 35.000 abitanti.

Espulso dalla città l'ultimo re etrusco, Tarquinio il Superbo, e instaurata una repubblica oligarchica nel 509 a.C., per Roma ebbe inizio un periodo contraddistinto dalle lotte interne tra patrizi e plebei e da continue guerre contro le popolazioni italiche: Etruschi, Latini, Volsci, Equi.

Dei diversi collegi decemvirali (membri appartenenti a un collegio di dieci persone aboliti nel 449 perché alcuni di essi furono sospettati di aspirare alla tirannide), cui erano attribuite funzioni differenziate, il più celebre fu quello eletto per elaborare le Dodici Tavole, più antica redazione scritta del codice di diritto romano risalente al 451 a.C. sino ad allora conosciuto e trasmesso solo oralmente. Le Dodici Tavole, opportunamente modificate, rappresentarono la base del diritto processuale e penale della repubblica romana. Le norme, inscritte su dodici tavolette di bronzo o legno ed esposte nel foro romano, disciplinavano ogni ambito del diritto e, pur con numerose modifiche, rimasero in vigore per quasi mille anni. Le tavolette furono distrutte dai galli durante il sacco di Roma nel 390 a.C., ma una parte del loro contenuto ci è pervenuta grazie ai riferimenti e alle citazioni nella letteratura latina successiva.

Con la conquista di Veio nel 396 a.C., il territorio romano contava oltre 2200 kmq.
Dopo il sacco di Roma dei Galli Senoni del 390 a.C. (poi costretti a ritirarsi grazie al condottiero Marco Furio Camillo, ma che portarono all'erezione delle mura serviane), la vittoria nella guerra latina (340-338 a.C.) che portò alla disfatta della Lega Latina e la definitiva acquisizione del loro territorio, alla vittoria delle tre guerre sannitiche (343 - 290 a.C.) contro le popolazione dei sanniti, e la battaglia di Benevento (rinominata tale dopo la vittoria, prima si chiamava Malevento) vinta nel 270 a.C. contro Pirro, re dell'Epiro (Grecia nordoccidentale), Roma conquistò la penisola italica, dalla zona centrale fino alla Magna Grecia.
Il nome Italia (terra dei vitelli), propria della sola parte meridionale, si estese a tutta l'Italia romana.
III e II secolo a.C. furono caratterizzati dalla conquista romana del Mediterraneo occidentale, dovuta alle tre guerre puniche (264-146 a.C.) combattute contro la città di Cartagine (vicina all'odierna Tunisi), dalla sconfitta dei Galli sul Po e dalla conquista di Numanzia (nei pressi dell'odierna Soria nella penisola iberica).
Rimasero in oriente per qualche tempo come potenze la Siria dei Seleucidi e l'Egitto dei Tolomei.
Attorno al 133 a.C. Roma divenne una potenza nell'intero Mediterraneo che rinominarono Mare nostrum, ciò grazie alle tre guerre macedoniche (212-168 a.C.) che si conclusero con la conquista della Macedonia (una zona compresa tra la Grecia settentrionale, la Bulgaria e la Repubblica ex Iugoslava di Macedonia), a un'altra contro Antioco e il regno seleucide (quella dei Seleucidi era una dinastia siriana di origine macedone), alla distruzione della greca Corinto (nel 146 a.C.), nonché ereditando il Regno di Pergamo in Turchia (133 a.C.).
Vennero istituite le prime province romane: Sicilia, Sardegna, Spagna, Macedonia, Grecia (Acaia), Africa.

Sorse una letteratura latina d'arte (Livio Andronico, Gneo Nevio, Quinto Ennio, Fabio Pittore, Tito Lucrezio Caro, Tito Maccio Plauto, Publio Terenzio Afro, ecc.). A Roma si diffusero la filosofia e la religione greca. Furono introdotte divinità greche come Apollo e Artemide (Diana), i grandi dèi della Grecia furono identificati con divinità romane (Afrodite e Venere, Ares e Marte, Ermete e Mercurio, ecc.). Nella seconda metà del II secolo e nel I secolo a.C. si registrarono numerose rivolte, congiure, guerre civili e dittature: sono i secoli del politico Tiberio Sempronio Gracco (163 a.C. – 133 a.C.), del dittatore Lucio Cornelio Silla (138 a.C. – 78 a.C.), del gladiatore e condottiero trace (la Tracia comprendeva il nordest della Grecia, il sud della Bulgaria e la Turchia europea) Spartaco (109 a.C. circa –  71 a.C.), del primo e del secondo triumvirato.

Nel primo triumvirato del 60 a.C. Gneo Pompeo, Marco Licinio Crasso e Gaio Giulio Cesare, i tre uomini politici più potenti del momento, le cui ambizioni erano avversate dal senato, formarono un accordo segreto di reciproco appoggio cui si opponeva Marco Tullio Cicerone: il primo segno della crisi delle istituzioni repubblicane. Dopo la morte di Crasso in guerra, il triumvirato si sciolse, Cesare si rifiutò di sottostare agli ordini di Pompeo e oltrepassando nel 49 a.C. il fiume Rubicone in Emilia-Romagna, che in epoca romana segnava il confine tra i territori di Roma e della Gallia, pronunciando la celebre frase alea iacta est, il dado è tratto, e proseguendo col suo esercito la marcia su Roma, diede inizio alla più grande guerra civile mai vista fino ad allora e divenne padrone assoluto di Roma; per timore che volesse trasferire a un successore i poteri acquisiti - aveva adottato Ottaviano, il futuro imperatore Augusto -, fu ordita una congiura guidata dai senatori Cassio e Bruto, che lo assassinarono il 15 marzo del 44 a.C., le Idi di marzo; presero il potere i suoi eredi politici, Ottaviano e Marco Antonio. L'assassinio avvenne nell'odierno Largo di Torre Argentina a Roma; tra il teatro Argentina e il tempio circolare (Tempio della Fortuna) sorgeva anticamente la Curia di Pompeo, Cesare morì ai piedi della statua di Pompeo lì eretta).

Nel secondo triumvirato del 43 a.C., gli stessi Ottaviano e Marco Antonio, oltre a Marco Emilio Lepido accentuarono la concentrazione personalistica dei poteri, ciò non fu che l’ultimo preludio all’instaurarsi del regime imperiale. Nel 42 a.C., a Filippi, i triumviri sconfissero i cesaricidi Bruto e Cassio. Nello stesso anno Antonio s'innamorò della regina egiziana Cleopatra e tornò con lei in Egitto, e anche se nel 40 a.C. cercò di consolidare il rapporto con Ottaviano sposandone la sorella Ottavia, ritornò da Cleopatra. Ottaviano sfruttò la situazione alimentando l’indignazione del popolo romano nei confronti di Antonio. Quando nel 36 a.C. quest’ultimo fu sconfitto durante una spedizione militare contro la popolazione iranica dei Parti, la disapprovazione popolare per la sua condotta si acuì. Allorché nel 34 a.C. Antonio dichiarò Cesarione (il figlio che Cleopatra aveva avuto probabilmente da Giulio Cesare) erede di Cesare al posto di Ottaviano, il senato di Roma votò la guerra. Il 2 settembre del 31 a.C. con la battaglia di Azio, Ottaviano sconfisse la flotta di Marco Antonio e Cleopatra e diventò padrone incontrastato dell’Impero Romano. Il 27 a.C. gli fu conferito il titolo di Augusto racchiudendo in se l'illimitato potere terreno (Imperator) che divino (Augustus).
Sotto il suo regno nacque un uomo chiamato Gesù Cristo (forse...).

Roma Repubblicana: urbanistica

Foro Romano

Foro Boario

Foro Olitorio

Foro di Cesare

Campo Marzio

Largo di Torre Argentina

Aventino

Quirinale

Campidoglio

Area Sant'Omobono ai piedi del Campidoglio

Circo Massimo

  • Tempio di Venere (293 a.C.)
  • Primi carceres (329 a.C.). I dodici carceres, la struttura di partenza sul lato corto rettilineo verso il Tevere, disposti obliquamente per permettere l'allineamento, erano dotati di un meccanismo che ne permetteva l'apertura simultanea

Isola Tiberina

Fuori Porta Capena

Strade consolari

Mura serviane

  • sono in realtà il frutto della ricostruzione del periodo repubblicano lungo lo stesso tracciato, a rinforzo e spesso in sostituzione dell'antico agger, dopo il sacco Galli.

Acquedotti

Ponti

Pincio

  • Villa di Lucio Licinio Lucullo a sinistra di Trinità dei Monti. Del vasto complesso restano solo pochi resti; l'edificio e gli horti occupavano le pendici della collina con una serie di terrazze, collegate da scalinate monumentali.


Si diffuse la tecnica per realizzare statue in bronzo: statue di Alcibiade e Pitagora ricordate nella seconda metà del IV secolo a.C. nel Comizio, quadriga in bronzo nel tempio di Giove Capitolino del 296 a.C., statue di Ercole e Giove nell'Area Capitolina, Bruto capitolino.

Si svilupparono i grandi quartieri popolari, grazie all'immigrazione anche dalle città italiche, con le insulae, case d'affitto a più piani. A ciò va aggiunta la spinta privata all'edilizia, come le domus (le case dei più ricchi). Resti sono stati scoperti soprattutto sul Palatino e sull'Esquilino.

Roma a fine età repubblicana

Con la battaglia di Azio del 31 a.C. l’ultimo grande regno ellenistico ancora indipendente, l’Egitto, passa sotto il dominio diretto di Roma, e Ottaviano, sconfiggendo Marco Antonio, mette fine al periodo di lotte civili che avevano insanguinato la vita degli ultimi anni della Res Publica e dà inizio al processo che formerà l’Impero romano.

Roma a fine età repubblicana
Roma a fine età repubblicana