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Esiste vita nell'universo?

Ecco un calcolo probabilistico

Autore: Andrea Pacchiarotti
Website: www.andreapacchiarotti.it
Ultimo aggiornamento: Novembre 2016

Esiste vita nell’universo?
È possibile effettuare un calcolo probabilistico ipotizzando tre possibili scenari: ottimistico, moderato e pessimistico, per i primi 7 punti applicati soltanto alla nostra galassia, successivamente estesi all’universo.

  1. Stelle presenti nella nostra galassia, la Via Lattea: 300 miliardi/100 miliardi
  2. Sistemi solari simili al nostro: 5 miliardi (1,7% di 300 miliardi)/100 milioni (0,1% di 100 miliardi)
  3. Sistemi solari simili al nostro che potrebbero ospitare un pianeta adatto alla vita: 1 miliardo (20%)/10 milioni (10%)
  4. Pianeti con possibilità di sviluppo di vita batterica: 1 miliardo (100%)/5 milioni (50%)/1000 (0,01%)
  5. Pianeti che da un tipo di vita batterico potrebbero originare un tipo di vita pluricellulare: 700 milioni (70%)/1 milione (20%)/50 (5%)
  6. Pianeti che da un tipo di vita pluricellulare potrebbero originare un tipo di vita intelligente: 600 milioni (90%)/250.000 (25%)/1(2%)
  7. Pianeti che da un tipo di vita intelligente potrebbero sviluppare una civiltà tecnologica: 600 milioni (100%)/250.000 (100%)/1 (5%)


Dato che grazie alla stima di campioni rappresentativi di zone di cielo si ipotizza che le galassie siano 100 miliardi si perviene per l’ottimista a un numero con 19 zeri (600 milioni per 100 miliardi), per il moderato ad uno con 16 zeri (250.000 per 100 miliardi) e per il pessimista a 100 miliardi (1 per 100 miliardi) di pianeti con una civiltà tecnologica.
Uno studio di astronomi australiani ha rivelato alla 25a edizione dell'"International Astronomical Union Conference" del 2003 che ci sono letteralmente più stelle in cielo che granelli di sabbia provenienti dalle spiagge e dai deserti presenti sulla Terra. Pare infatti che il numero totale di stelle visibile con i moderni telescopi sia di 70 seguito da 22 zeri, circa 10 volte maggiore di tutti i granelli presenti sulla Terra. L'astronomo Simon Driver precisa che se si potessero vedere anche i pianeti che ruotano attorno a queste stelle, il numero diventerebbe di fatto infinito e che su molti di questi pianeti possano esistere forme di vita.

Se fossimo interessati solo alle civiltà contemporanee alla nostra dovremmo sapere quanto dura una civiltà tecnologica: mediamente sulla Terra un mammifero persiste, come specie, 5 o 10 milioni di anni, ipotizzando che l’uomo duri:
1 milione di anni l’ipotesi ottimistica sarà di 60 milioni di miliardi
20.000 anni l’ipotesi moderata sarà di 5.000 miliardi
2.000 anni l’ipotesi pessimistica sarà di 10.000

Ricapitolando solo il caso pessimistico ci troviamo di fronte alla possibilità che possano esistere 100 miliardi di altre civiltà tecnologiche e che 10.000 di queste siano contemporanee alla nostra.

Sappiamo che la luce viaggia a 299.792,458 km/s; Albert Einstein nel secondo postulato della teoria della relatività afferma che tale velocità è la più alta fisicamente ammissibile.
Nonostante questa rapidità la luce impiega millenni e più per coprire le distanze cosmiche, quindi quando vediamo la luce di una stella questa ci mostra com’era quell’oggetto n anni addietro (è dunque una sorta di macchina del tempo, ad esempio la luce del sole ci raggiunge in 8 minuti, quella della galassia più vicina, Andromeda, in 2 milioni di anni, quindi se da lì una civiltà riuscisse in questo istante ad osservarci, vedrebbe la Terra di 2 milioni di anni fa, con gli ominidi…, quella delle quasar ci raggiunge anche in 10 miliardi di anni).
Eventuali messaggi di civiltà aliena captati dai radiotelescopi non ci metterebbero dunque in contatto diretto con loro, forse il segnale ci arriverà addirittura quando quella civiltà sarà già tramontata.
Inoltre senza superare la velocità della luce sarà impossibile attraversare almeno la nostra galassia, tra l’altro l’Universo si sta espandendo e le galassie stanno allontanandosi reciprocamente, le più distanti addirittura quasi alla velocità della luce, ma dato che come detto la teoria della relatività di Einstein afferma che non possiamo superare tale velocità, come si può fare?
La meccanica quantistica prevede che possa esserci un collegamento istantaneo tra due particelle che si trovano a enormi distanze, questo presuppone l’esistenza di un collegamento a una velocità superiore a quella della luce; ma pare che ciò sia possibile solo a livello di particelle, escludendo quindi almeno per ora la possibile applicazione a livello di uomini ed oggetti.



Forse potremmo sfruttare quanto teorizzato riguardo il ponte di Einstein-Rosen detto anche cunicolo spazio-temporale o wormhole (buco di verme), una sorta di scorciatoia da un punto dell'universo a un altro, che permetterebbe di viaggiare tra di essi più velocemente di quanto impiegherebbe la luce a percorrere la stessa distanza attraverso lo spazio normale. Questa teoria è ritenuta possibile da molti scienziati, ma ovviamente, non ancora dimostrata.

Fonte: www.space.com

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